Sicurezza
Raffica di furti a Capanne C’è l’identikit dei ladri
Sono in quattro e sono stati sorpresi da un quarantenne che stava rincasando Sfuma il progetto di videosorveglianza: non ci sono i soldi per finanziarlo
MONTIGNOSO. Raffica di furti in località Capanne: cinque abitazioni hanno ricevuto la visita dei soliti ignori. Ladri professinisti, così li hanno definiti polizia e carabinieri, che hanno calcolato al millesimo i loro movimenti. Un piano perfetto, con una sbavatura però: sono stati visti nella notte da un residente che rincasava. E che ora potrebbe incastrarli. Erano in tre, forse quattro, un palo fuori dalla strada e gli altri all'interno delle abitazioni ad arraffare il possibile: contanti, gioielli e in alcuni casi anche generi alimentari. Comunicano fischiando: un fischio forte, se sta arrivando qualcuno, avverte chi sta dentro che è il momento di uscire; due fischi se è la polizia e bisogna correre più veloci.
A dirlo sono gli stessi residenti di Capanne, che si sono ritrovati porte e finestre aperte, vetri scassinati e numerosi oggetti rubati, durante la notte. Hanno agito senza preoccuparsi delle persone che stavano in casa e di bambini che dormivano nelle loro camerette. Secondo la testimonianza di un cittadino, nella notte, verso le tre, un altro residente che stava rincasando ha visto un uomo appoggiato a un cancello, che appena ha notato la sua presenza, ha fischiato molto forte.
Dalla casa, in lontananza, il residente ha visto uscire altri due uomini, forse tre, ma con il buio è difficile essere precisi. Il mattino dopo il bilancio è di cinque appartamenti derubati, ma avrebbero potuto essere di più. Secondo i cittadini i ladri sono stati disturbati dall'arrivo del residente e non hanno potuto continuare il loro 'giro' in via Saponiera. La gente ha denunciato l'accaduto alla polizia, fornendo, per quanto possibile, dettagli sui furti e sulle modalità di scasso degli appartamenti.
Da ricordare c'è anche che circa un anno fa, sempre in periodo estivo, il sindaco Narciso Buffoni aveva annunciato la possibile realizzazione di un impianto di videosorveglianza su tutto il territorio, dopo che le abitazioni dei residenti di Montignoso a macchia di leopardo erano state prese di mira dai "topi d'appartamento" costringendoli a dormire in giardino e ad aspettare con armi improprie i malviventi. Il progetto di videosorveglianza, che avrebbe dovuto ricevere un cofinanziamento dallo stato, non è mai stato realizzato per mancanza di fondi. Così come non era mai decollata l’ipotesi di una tassa di scopo - volontaria - per stipulare un contratto con un a dittà di vigilanza notturna. Buffoni ci aveva provato, ma poi sia la prefettura sia le forze dell’ordine avevano garantito che avrebbero intensificato i controlli. E l’emergenza effettivamente sembrava finita. Adesso però ci risiamo.
Manuela D'Angelo
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