Trasporti
Concessioni e bagni, torna il rischio asta
La Corte dei Conti boccia il prolungamento al 2020: è un danno economico per lo Stato
Nuovo attacco agli stabilimenti balneari e alle loro concessioni. Il siluro, stavolta, arriva dalla Corte dei Conti. Che ha bocciato gli ultimi provvedimenti del governo di Mario Monti, tra cui il Decreto Sviluppo. E, di conseguenza, la proroga fino al 2020 delle licenze in possesso degli stabilimenti, che appunto è contenuta in quel decreto. A questo proposito, i magistrati parlano di «un danno economico per lo Stato».
La notizia, annunciata dai telegiornali, ha scatenato un tam tam tra i titolari degli stabilimenti. Timorosi che la scadenza dei titoli torni al 31 dicembre 2015, il che significa la messa all’asta (anzi, all’evidenza pubblica) dei bagni tra pochi mesi. Ma i sindacati si mostrano tranquilli: «Non ci saranno conseguenze immediate, il parere della Corte non riporterà le aste al 2015».
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