Il Tirreno

«Aiutateci a rivedere Benedetta»: appello a Chi l’ha visto

di Alessandra Vivoli
«Aiutateci a rivedere Benedetta»: appello a Chi l’ha visto

A due anni dalla scomparsa della bimba si riapre una pista La zia Claudia Bienaimè: adesso sappiamo che è in Italia

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CARRARA. Un nuovo appello. Una lettera che verrà letta nella trasmissione Rai “Chi l’ha visto”, per trovare e poter riabbracciare la piccola Benedetta Bienaimè, portata via dalla madre, Natascia, di origini nigeriane, da Carrara il 15 aprile del 2011. La bambina aveva 4 anni e mezzo: il 30 ottobre prossimo ne compirà 6. A riaccendere in riflettori sulla storia di Benedetta, che in realtà non si sono mai spenti fuori dagli schermi televisivi, è la zia della bambina, Claudia Bienaimè (architetto e consigliere comunale di Carrara Bene comune) inseguendo una nuova pista: «Sono certa che la mia nipotina è tornata in Italia, a giugno dell’anno scorso è stata vista a Spezia». «Io, mio fratello papà della bambina, mio figlio, tutta la nostra famiglia da due anni non vive più - dice con gli occhi pieni di lacrime Claudia Bienaimè- La nostra è una vita sospesa, non c’è più gioia, non ci sono più le feste. Niente di niente. Non vogliamo togliere la bambina dall’affetto della madre ma darle anche il nostro, che le spetta».

La storia. Benedetta Bienaimè è uscita di casa con la madre il 15 aprile di due anni fa. «Era un venerdì, ho chiamato mia congnata nel pomeriggio per metterci d’accordo su cosa fare per cena e mi disse che era a Livorno con alcune amiche per andare a un matrimonio - racconta Claudia - Non ci siamo preoccupati perché spesso andava a trovare le era solita passare il fine settimane fuori con alcune sue connazionali che vivevano a Livorno, ma anche a Parma e Spezia». Per quindici giorni la madre di Benedetta continua a mantenere contatti telefonici con il marito e la cognata: in realtà lei e la figlia erano già partite, 1l 16 aprile, per Londra. «Lo abbiamo scoperto dopo la nostra prima segnalazione a Chi L’ha visto: una guardia dell’aeroporto di Pisa disse alla polizia che aveva visto mia cognata e la bimba partire per l’Inghilterra». Ma le telefonate a Carrara arrivano fino al primo maggio del 2011. Poi più nulla. «Il giorno dopo abbiamo sporto denuncia e poi, il 4 maggio, abbiamo fatto l’appello a Chi L’0ha visto: le segnalazioni furono poche perché ci fu quella decisiva che ci informava che erano all’estero». Dopo 20 giorni dal black out telefonico la mamma di Benedetta si rifà viva con la famiglia di Carrara: «Perchè mi avete denunciata». E poi un breve dialogo con la bambina: «Era disperata - ricorda la zia - continuava a dire che doveva tornare a casa per fare il saggio di danza». Da qui un lungo silenzio, tante ricerche. Fino al giugno dello scorso anno quando la maestra di danza di Benedetta, quella che aveva a Carrara, è sicura di averla vista a Spezia, insieme alla madre. La segnalazione è ritenuta attendibile dalla polizia: comincia il volantinaggio della famiglia, perquisizioni e ricerche: ma nulla da fare, Benedetta sembra di nuovo scomparsa.

La foto su Facebook. Un biglietto di auguri: non c’è nessuno come te, sei unica. È circolato su Facebook nel settembre scorso. Ci sono alcune piccole ballerine alla sbarra, e una a testa in giù. Una delle4 bambine in fila è Benedetta. «È un biglietto di auguri prodotto da una fotografa americana, siamo risaliti alla data di scatto che è del febbraio 2011 - spiega la zia Claudia - ma la foto è stata fatta in Italia: quando l’ho vista mi è gelato il sangue. È lo stesso disegno, l’unico, che mi ha lasciato Benedetta prima di essere portata via dalla mamma. Per me questa foto è come un sassolino lasciato da una bimba di 4 anni e mezzo dietro di sé per essere trovata. La foto è stata fatta in uno studio fotografico, dove? Sicuramente per la pubblicazione è stata firmata una liberatoria, che nome ha usato mia cognata? Forse quello che aveva scelto per la sua nuova vita?»

La lettera a Chi l’ha visto. «Sono Claudia Bienaimé, la zia di Benedetta scomparsa con la mamma da ormai 2 anni - ha scritto la Bienaimè - Io sono convinta che mia cognata e Benedetta siano in Italia, con il Vostro aiuto possiamo aiutarla ad uscire dalla clandestinità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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