Sicurezza
Quell’aumento sospetto delle scaglie scure
CARRARA. Nonostante la crisi del settore dell’edilizia, a cui la gran parte delle scaglie scure è destinato, il quantitativo di questo materiale estratto dai bacini marmiferi di Carrara è in costante...
CARRARA. Nonostante la crisi del settore dell’edilizia, a cui la gran parte delle scaglie scure è destinato, il quantitativo di questo materiale estratto dai bacini marmiferi di Carrara è in costante aumento da ormai due anni e, per la prima volta, ha superato quello delle scaglie bianche. Lo dicono i dati del Comune, divulgati in commissione marmo: nel 2012 sono state estratte 1.349.474 tonnellate di scaglie scure, con un + 73.320.00 tonnellate rispetto al 2011 e a fronte di 1.146.959 di scaglie bianche, calate rispetto all’anno precedente di 299 mila tonnellate.
Dati sospetti. Dinamiche già di per sé sospette ma che lo diventano ancora di più se raffrontate al trend di generale flessione del comparto e dalla totale assenza di spiegazioni riconducibili alle logiche di mercato. Per questo, in municipio, da tempo si teme che il fenomeno possa essere dovuto a una forma di evasione: la tariffa che pagano le scaglie scure è fissata a 1,20 euro a tonnellata, a fronte dei 3,60 euro richiesti per ogni tonnellata di scaglie bianche. Secondo gli uffici dunque, qualche “furbetto” farebbe passare le scaglie bianche per scure, approfittando di quella che è un’oggettiva difficoltà nel distinguere visivamente i due materiali, che si differenziano più nell’utilizzo che nella colorazione.
Tracciabilità. In Comune sono pervenuti due progetti che puntano a tracciare il percorso dei mezzi pesanti, in modo da capire l’origine e la destinazione dei vari materiali, e sapere così con esattezza quale tariffa deve essere applicata: il primo, è un palmare gps da installare sui camion, il secondo un tag, ovvero un microchip riconoscibile da un lettore, in un sistema analogo a quello del Telepass. «Non baderemo a spese per contrastare gli evasori, piuttosto aumenteremo le tariffe» ha annunciato l’assessore al marmo Andrea Vannucci.
Il sistema della tracciabilità non è però il solo al vaglio dell’amministrazione: il presidente della commissione Marmo Massimo Menconi è tornato a proporre l’introduzione di una tariffa unica, tarata magari al rialzo.
Le lamentele delle aziende. E proprio in tema di tariffe il dirigente del settore, Marco Tonelli, ha segnalato che alcune imprese del settore si sono lamentate per l’annunciato aumento innescato dalla modifica della legge regionale sul finanziamento del Soccorso Cave: “Ma come fanno a lamentarsi con gli utili che fanno?” ha commentato Claudia Bienaimè, di Carrara Bene Comune, citando i dati pubblicati ieri dall’Isr. «Non abbiamo intenzione di dare ascolto a queste lamentele – ha replicato Vannucci – Anzi va ricordato che fino a poco tempo fa, le aziende dei sassi non pagavano nulla per il Soccorso Cave. La nuova norma ha messo fine a un’ingiustizia».
Risarcimenti tassa marmi. E proprio durante la seduta della Commissione Marmo di ieri mattina, il dirigente del settore, Marco Tonelli ha fatto il punto sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio destinati al risarcimento della tassa marmi: dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2003, il municipio è chiamato a restituire un totale di 3,6 milioni di euro a 36 aziende ricorrenti. A oggi ne sono state già risarcite 24, per un totale di 1,7 milioni di euro: un’azienda ha ritirato il ricorso e quindi ne restano da pagare 11, a cui andranno 1,5 milioni di euro. La giunta ha messo a punto una delibera, attraverso la quale verranno saldati i rimborsi a 3 ditte, per 150 mila euro.
Cinzia Chiappini
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