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Il Pd insiste: ecco perché il no all’eolico

Il Pd insiste: ecco perché il no all’eolico

«La consultazione popolare non può sostituirsi alle responsabilità politiche, sarà un impianto devastante»

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PONTREMOLI. «Eolico: sì o no? non è questa la domanda giusta!»: lo sottolinea in un documento la segretaria del Pd Roberta Longinotti. «Noi siamo contro un progetto, ma non contro l’eolico, contro la collocazione di quel progetto, e a favore di un modello economico diverso, fondato sulla valorizzazione del paesaggio, dei beni culturali, della storia e delle tradizioni. Che rappresentano le nostre risorse principali per il futuro». La segretaria non si fa illusione: «Quella invece probabilmente sarà la domanda che spontaneamente sorgerà, in modo confuso e fuorviante, dal quesito che l’amministrazione Baracchini ha intenzione di proporre con la “Consultazione Popolare” del prossimo 26 maggio come dichiarato dall’assessore Buttini. In presenza di una spaccatura politica non componibile su questo tema, l’amministrazione usa la giustificazione di una consultazione per coprire i propri problemi interni, arrivando perfino a rifiutare di esprimersi in un Consiglio Comunale dedicato alla discussione “politica-amministrativa” di questo progetto eolico. Si guardi bene, non il referendum previsto e normato dallo Statuto Comunale, ma una consultazione definita ironicamente “tipo primarie del Pd” cercando di far leva sulle problematiche politiche nazionali di questi giorni. Nonostante le richieste di convocazione di un Consiglio Comunale e la sospensione della partecipazione delle forze politiche al tavolo di lavoro per il Referendum, Parte dell’amministrazione Baracchini intende portare avanti molto velocemente tale consultazione. Da notare anche, come la sospensiva chiesta e ottenuta dalla ditta Repower, per soli 45 giorni e rivolta alla rimodulazione del progetto, sia dovuta proprio alle numerose osservazioni ricevute e ai pareri negativi rilasciati dai più importanti uffici ed enti preposti. Noi per primi abbiamo detto che riteniamo “dunque indispensabile una riflessione ed un confronto con tutta la popolazione e con tutte le Associazioni operanti sul territorio a vario titolo, con particolare attenzione per le realtà frazionali coinvolte direttamente da tale iniziativa; ribadisce comunque che il ricorso ad un Referendum di scopo appare lo strumento più democratico e coinvolgente per un’iniziativa così importante per la nostra Comunità”». Il Pd ribadisce: «Noi lo abbiamo già detto, è un progetto devastante ed irreversibile, e solo grazie agli amici parmensi Mazzadi e Vignali si è avuto modo di vedere di cosa sta accadendo di là dal monte per il controverso impianto eolico nel comune di Zeri». La segretaria del Pd aggiunge di non comprendere «le timide dichiarazioni, informali, ufficiose, a quattr’occhi, di quei Consiglieri che pur dicendosi contrari a questo progetto non osano farlo pubblicamente e soprattutto si sono rifiutati di esprimersi in Consiglio Comunale il 26 marzo. Il Consiglio Comunale, l’unica sede dove dovrebbero dirci cosa intendono fare di Pontremoli, quale progetto hanno… già, quale progetto? quale futuro? quale vocazione territoriale? La celebrazione della “Consultazione Popolare” non può sostituirsi alle responsabilità politiche dell’amministrazione, ne sarà semmai parte integrante se svolto con i criteri di legge». Da qui la nuova richiesta da parte dei gruppi consiliari di opposizione del Pd e della Lista Cittadini per Pontremoli di un nuovo Consiglio Comunale.

«La posta in gioco - ricorda ancora la segretaria del Pd Roberta Longinotti - è troppo alta per rischiare, per opportunità politiche, la distruzione di una delle poche risorse che abbiamo e inoltre, la divisione della maggioranza in questo caso ha solo un significato pari al voto di coscienza».

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