Sicurezza
Foce a mare, ma solo con la piena Ecco il progetto per il Fescione
L’ingegner Settesoldi presenta il suo studio: eviteremo l’acqua reflua nelle vicinanze dei bagni A breve il bando di gara per i lavori. E il prossimo inverno il cantiere aprirà i battenti
MONTIGNOSO. Parla per la prima volta, a Logos trasmissione di Antenna3, l'ingegner Davide Settesoldi, ideatore, assieme al suo rinomato studio fiorentino, del progetto che porterà la foce del Fescione direttamente in mare. Settesoldi ha spiegato il progetto davanti al sindaco Narciso Buffoni, al commissario della provincia Osvaldo Angeli, al dirigente dei lavori pubblici Stefano Michela e all'ingegner Carlo Milani di Italia Nostra, agguerrito contestatore dello studio.
Intanto un po' di storia: «Canalmagro parte a monte- spiega Settesoldi- e nell'ultimo tratto, che prende il nome di Fescione, diventa un canale di acque basse; non aveva bisogno di andare al mare e non ne avrebbe avuto neanche la forza. Per tenere aperta la foce a mare il Fescione avrebbe avuto bisogno di una quantità di acqua a monte di cui non ha mai goduto, per questo ristagna nelle zone retrostanti, come del resto fanno tutti i fiumi della costa della Versilia,dal Serchio al Magra. La portata che arriva dal Canalmagro- continua Settesoldi- è di 40 metri cubi al secondo; nella zona a mare, dove abbiamo previsto lo sbocco, ne devono arrivare 15, i restanti metri cubi saranno laminati da casse di espansione, di cui due già esistenti, quelle pensate da un primo progetto Milani- Tinelli e altre due da costruire nel comune di Montignoso per alleggerire il carico totale» .
Settesoldi descrive poi la parte più importante del progetto e anche quella più criticata: «Il Fescione andrebbe raddrizzato verso il mare in un punto che danneggerebbe alcuni stabilimenti balneari, con strutture fisse e piscine; per questo siamo costretti a fargli fare un breve tratto parallelo al mare verso nord e in prossimità della prima spiaggia comunale libera, farlo piegare purtroppo a 90 gradi e riportarlo nella direzione perpendicolare alla linea di costa. Percorrerà altri 150 metri verso mare e si fermerà a 30 metri dalla linea di riva; il tratto che va dalla via a mare fino alla riva sarà largo 5 m e di altezza tra i 2,5 e i 3 metri.
La foce si aprirà in maniera naturale, solo in caso di piena del Fescione, grazie a due paratoie all'altezza del fosso del sale. Paratoie che che si aprono in un unico verso per scaricare le acque del fosso sale, appunto, nel Fescione quando questo è in grado di riceverle. Costruiremo poi altre paratoie piane, manovrate dall'uomo, che serviranno in estate, quando la portata è minima, a dirigere i deflussi dal Canalmagro sempre verso il Versilia. Insomma non sarà una foce aperta 365 giorni l'anno. In estate si creerà la barra di foce: quando il Fescione è secco non si vedrà la differenza con il paesaggio di adesso, neanche all'altezza della spiaggia comunale.
In caso di piena, invece, secondo i nostri calcoli, l'acqua dovrebbe salire di tale livello da demolire la barra di foce senza bisogno di ruspe o dell'aiuto dell'uomo ma in maniera natural».
Ma in studio, ad Antenna3, si contesta a Settesoldi il problema di acque stagnanti al di là della barra di foce con possibili divieti di balneazione per tutti gli stabilimenti nell'arco di 30 metri dalla foce.
Settesoldi replica: «Sono acque che non arriveranno mai al mare; nella parte terminale è previsto che si crei la barra di foce di 5 metri, è previsto che si chiuda la foce, proprio per evitare l'inconveniente di acqua reflua nelle vicinanze del mare».
Il progetto costerà 3,5 milioni di euro, se tutto va come deve andare occorrerà un'altra conferenza dei servizi, poi il bando di gara per i lavori e l'assegnazione dell'appalto, una tempistica che “salva” questa stagione estiva, ma secondo la provincia non la prossima perché i cantieri potrebbero iniziare nell'inverno 2014.
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