Il Tirreno

l’inchiesta fiorentina

Corruzione, Del Carlo a giudizio

A processo con l’imprenditore anche due marescialli del Noe

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MASSA. Una storia di corruzione in cui è accusato Domenico Del Carlo, titolare della Delca di Vicopisano, chiusa alcuni mesi fa. Con lui sono stati rinviati a giudizio i marescialli Vincenzo Polverino ed Emanuele Goti, in passato in servizio al Noe di Firenze: per tutti e tre il reato contestato è quello di corruzione. Il processo comincerà il 20 dicembre. Dalle indagini - l’inchiesta è stata seguita dal pm della Procura di Firenze Pietro Suchan – emerge che Domenico Del Carlo poteva contare sull’amicizia (ovviamente non senza interesse) dei due marescialli. In cambio «riceveva informazioni circa l’attività a carico della Delca, ottenendo una generale messa a servizio dei due sottufficiali a suo favore, nonché varie omissioni di rapporti e accertamenti compiacenti». L’imprenditore - secondo gli inquirenti - veniva messo a conoscenza di ogni indagine che lo riguardava, in modo particolare sulla Delca. Il maresciallo Polverino, in particolare, è accusato di aver «sistematicamente e illecitamente» riferito a Del Carlo i risultati degli accertamenti e di averlo avvisato delle ispezioni alcune delle quali riguardavano lo smaltimento di traversine ferroviarie per cui la Delca aveva vinto un grosso appalto da Rfi (Rete ferroviaria italiana). Diversi i messaggi intercettati. I fatti contestati sono lontani nel tempo, il rischio è che intervenga la prescrizione. Del Carlo è coinvolto anche nell’indagine su Erre Erre. Delca, infatti, era il principale fornitore di Cermec e suo socio al 49% in Erre Erre, appunto, l’impianto per la produzione di combustibile da rifiuto.

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