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Serve la posta certificata, sagre a rischio La richiesta deve essere inoltrata in digitale

Serve la posta certificata, sagre a rischio La richiesta deve essere inoltrata in digitale

Il circolo Gustoso: ma non facciamo mica impresa. Il Comune convochi tutte le associazioni

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L’estate è alle porte. E non c’è estate che si rispetti senza le tradizionali sagre. Quest’anno chi le organizza è costretto a mettersi al passo con i tempi: serve la posta elettronica certificata o non si fa nulla. Almeno così riferisce l’associazione Circolo Gustoso:« La legge 35/2012 denominata non a caso “semplifica Italia” - scrive in una nota - ha reso più snelle le procedure di somministrazione temporanea di alimenti e bevande. Infatti non occorre più l'autorizzazione del Comune ma l'attività è avviata previa segnalazione certificata di inizio attività.

Si presenta la cosiddetta Scia e, rispettando ovviamente alcuni requisiti a partire da quelli igienici, via libera a gazebo e prodotti tipici . «Non dimentichia - prosegue l’associazione - che la sagra rappresenta spesso uno dei pochi momenti di aggregazione e di socializzazione, di legame col territorio e con le tradizioni locali. Il particolare i soci volontari della nostra associazione operano dal 2004 per la riscoperta e valorizzazione di tradizionali prodotti agricoli ed enogastronomici tanto che, durante ad esempio le sagre per la rivalutazione dell'aglio e cipolla oppure dell'acciuga, l'intero menu è sempre basato solo su quei prodotti , esclusi ovviamente i dolci che comunque sono tipicamente locali come il ciorchiello di Casette l'anno scorso e la focaccia del biscottificio Dogliani quest'anno».

Poi l’associazione va al nocciolo della questione:«La nostra segretaria si è presentata all'ufficio protocollo per consegnare la Scia, ma il Comune non ha ritirato la documentazione precisando che obbligatoriamente la presentazione deve essere fatta tramite posta elettronica certificata. Ora - prosegue il circolo Gustoso -che aziende, imprenditori, liberi professionisti abbiano e utilizzino la posta elettronica certificata è oggi normale e dovuto, ma che si obblighi anche una piccola associazione o un gruppo di volontari a dotarsi della Pec o magari a rivolgersi ad un commercialista (questo infatti è il consiglio che l'impiegata ha dato alla nostra segretaria) francamente ci sembra eccessivo. In molti Comuni - prosegue l’associazione - se la Scia è presentata nell'ambito di una attività imprenditoriale essa deve essere firmata digitalmente mentre le associazioni ed altri organismi senza fine di lucro possono utilizzare qualsiasi modalità. A Pisa la presentazione può essere fatta digitalmente, in carta libera (firmando davanti all'incaricato) o inviata per posta (allegando copia di documento d'identità), a Carrara è possibile presentare la normale dichiarazione cartacea. A nostro parere - questa la conclusione - anche Massa dovrebbe cercare una forma più semplice almeno per quest'anno, magari organizzando poi un apposito incontro con le associazioni«.

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