Finanza
«Non fu Tenerani a uccidere»
La difesa chiede l’assoluzione del surfista. Parti civili: 1,5 milioni di risarcimento
CARRARA. Un milione e mezzo di euro. È questo il maxi risarcimento chiesto dagli avvocati di parte civile (Luigi Fornaciari Chittoni e Cesare Bruzzi Alieti) che rappresentano, i genitori, la moglie e il figlio di soli quattro anni del 26enne Jonathan Esposito, ucciso a coltellate il 26 febbraio di due anni fa, davanti al circolo Shake dove si festeggiava il Carnevale. Delitto per il quale si trova sotto processo (unico imputato) ill surfista carrarese Davide Tenerani. La difesa, che ieri in tribunale a Spezia è stata affidata all’avvocato Fabio Sommovigo (il codifensore Andrea Corradino parlerà nell’udienza del 27 maggio), ha chiesto l’assoluzione per Davide Tenerani, sostenendo che la ricostruzione effettuata dalla procura, sulle basi testimoniali, sarebbe smontata dai dati oggettivi. In seconda istanza viene chiesto il riconoscimento dell’omicidio preterintenzionale, quindi ammettendo l’elemento della provocazione già evidenziato dal pubblico ministero.
Il maxi risarcimento. Un milione e mezzo di euro. Cinquecentomila euro sono destinati al figlioletto di Jonathan, un milioni agli altri familiari: il padre della vittima, Fulvio Esposito, la madre Silvana D’Andrea, la moglie Chiara Bagnone e la sorella Jennifer.
Questa la richiesta dei legali di parte civile sono entrati anche nel merito delle richieste del pm Caporuscio che per Tenerani aveva chiesto una condanna a 12 anni, riconoscendo l’attenuante della provocazione. Ipotesi non accettabile per i due avvocati che hanno auspicato per il surfista carrarese una pena esemplare.
La difesa: non fu Tenerani ad uccidere. «Non è stato Tenerani a uccidere, ha agitato il coltello per sfollare la gente, durante la rissa consumata davanti al circolo spezzino, ma non ha ucciso». Questa in sintesi la linea difensiva dell’avvocato Fabio Sommovigo. Avvalorata di quelli che il legale considera elementi oggettivi: il fatto cioè che nell’auto con cui Tenerani e gli amici fecero ritorno a Carrara non sono state trovate, nemmeno dai Ris, tracce di sangue di Esposito.
Il coltello del delitto non è mai stato trovato ma, secondo anche il consulente del pm, avrebbe dovuto lasciare tracce di sangue della vittima anche sugli abiti di Tenerani, cosa che non è stata riscontrata.(a.v.)
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