Il Tirreno

l’amico cestista carlo alberto ravenna

«Era offline su Whatsapp mi si è gelato il sangue»

CARRARA. «Quando ho sentito la notizia dell’incidente mercoledì mattina, ho aperto WhatsApp per contattare Gianni: quando ho visto che era offline dalle 22.54 di martedì mi si è gelato il sangue...

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CARRARA. «Quando ho sentito la notizia dell’incidente mercoledì mattina, ho aperto WhatsApp per contattare Gianni: quando ho visto che era offline dalle 22.54 di martedì mi si è gelato il sangue nelle vene»: è così, attraverso un’applicazione del cellulare, che Carlo Alberto Ravenna ha iniziato a rendersi conto che tra le persone coinvolte nell’incidente della Jolly Nero al Porto di Genova c’era anche il suo amico d’infanzia Gianni Iacoviello. «Eravamo a scuola insieme ma quello che ci ha sempre tenuto uniti è stato l’amore per il basket» racconta Carlo Alberto, ancora incredulo. Non a caso l’ultima volta che si erano visti era stato sabato scorso, al campo scuola di Marina di Carrara, per la consueta partitella con gli amici: «Abbiamo giocato tutto il pomeriggio, ci divertiamo sempre un sacco e poi ci siamo risentiti anche la sera: voleva un consiglio su un buon ristorante a Viareggio, per portarci Stefania», racconta l’amico che ricorda di aver appreso proprio in quell’occasione del matrimonio. «Tra pochi mesi mi sposo» gli aveva detto Gianni, cogliendo l’amico un po’ alla sprovvista. «Era felice, Gianni è uno allegro e spensierato… è una persona con cui ci si diverte molto» spiega ancora l’amico. Un’amicizia decennale, quella tra i due ragazzi, “cementata” dal basket con la squadra dei Cavators e sopravvissuta ai tanti trasferimenti di Iacoviello: «In alcuni periodi ci siamo visti meno, ma quando veniva a Carrara ci raggiungeva sempre per una partita: quando poi l’hanno avvicinato, qualche anno fa, siamo tornati a frequentarci quasi tutte le settimane», spiega Carlo Alberto. Poi martedì sera l’incidente: «Ho letto la notizia mercoledì mattina, un po’ distrattamente mentre andavo al lavoro» ricorda Carlo Albero. Poco dopo è un altro amico e compagno di squadra, a contattarlo: insieme i due realizzano che il teatro dell’incidente si trova proprio nella zona in cui lavora Gianni. «Istintivamente ho aperto WhatsApp per provare a mandargli subito un messaggio: “Non fare scherzi” gli volevo scrivere. Poi – aggiunge l’amico - mi sono reso conto che era offline dalle 22.54 e mi si è gelato il sangue nelle vene”. Secondo la ricostruzione degli inquirenti l’incidente sarebbe avvenuto intorno alle 23 di martedì notte: Gianni Iacoviello avrebbe quindi mandato un ultimo messaggio entrando al lavoro, pochi minuti prima della tragedia. «Ci siamo preoccupati perché era insolito che uno come lui rimanesse scollegato per così tante ore» spiega ancora Carlo Alberto. Inutili i tentativi di contattarlo nelle ore successive: poi la conferma dalla stampa, “Gianni Iacoviello è tra i dispersi”. «Speravo che lo riuscissero a ritrovare subito e invece stiamo ancora aspettando. E’ un momento molto difficile, non oso nemmeno pensare come stiano i suoi famigliari e la sua fidanzata», conclude Carlo Alberto. «Con i compagni del basket vogliamo fare qualcosa, non so ancora cosa… abbiamo tutti un fantastico ricordo. D’altro canto non potrebbe essere diversamente con uno come Gianni».

(c.ch.)

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