Il Tirreno

Urbanistica, la coalizione Volpi si divide

Urbanistica, la coalizione Volpi si divide

Salta il consiglio, la nuova maggioranza stoppa il piano della stazione e delle ex colonie, ma Sel sta con il sindaco

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MASSA. L’urbanistica all’ultimo tuffo infiamma la campagna elettorale, fa capire qualcosa di più su quali sono le poste in gioco per chi ambisce a governare la città, e provoca qualche sfilacciamento nella coalizione che sostiene la candidatura di Alessandro Volpi. Il che, avvenendo prima ancora prima del voto, non sembra un buon viatico per il centrosinistra.

Martedì il sindaco Roberto Pucci e quel che resta della sua maggioranza ci ha riprovato: ha convocato un consiglio comunale a 20 giorni dalle elezioni amministrative per far approvare otto atti, tutti riguardanti l’urbanistica. Provvedimenti importanti: riguardanti il Piano Strutturale, l’adozione di varianti nel piano regolatore vigente per alcune aree industriali, il comparto stazione (con 300 posti auto, negozi e case); il maxi complesso turistico di Riva dei Ronchi, il comparto delle ex colonie che il sindaco vuole rilanciare come alberghi, concedendo però ai proprietari un 25% di edilizia residenziale.

Ma questi provvedimenti – che sono la “sostanza” dlela politica urbanistica della giunta Pucci – in consiglio comunale neanche ci sono arrivati. A bloccarli è la “maggioranza - opposizione” che si è formata in aula: cioè l’opposizione del Pd e centrodestra a cui si sono aggiunti i “pucciani” schieratisi con Volpi. Uno stop dettato da ragioni di legittimità. Il testo unico sugli enti locali, eccepiscono gli anti-Pucci, stabilisce che nei 45 giorni che precede le elezioni amministrative, possono essere discussi in consiglio comunale soltanto atti “di urgenza e improrogabilità”, (riguardanti, ad esempio, la salute dei cittadini, la salvaguardia ambientale e gravi pericoli economici). Categoria in cui non rientrano –lo afferma anche l’Anci sulla base di varie sentenze – gli atti urbanistici. Approvare, dunque la manovra urbanistica della giunta Pucci, avrebbe comportato il rischio forte di vedere impugnati successivamente e poi annullati gli atti adottati. Più opportuno, dunque, così si è espressa la maggioranza rinviare tutto al primo coniglio del dopo elezioni.

La mozione viene presentata da Pier Paolo Marchi (Rifondazione) e Giulio Mucci e il loro documento viene approvato con 20 voti favorevoli (Pd, Psi, Verdi, Rifondazione, gruppo Partecipazione e cittadinanza, Pdl e Fratelli d'Italia) e 16 contrari: quelli della ormai ex maggioranza Pucci.

È però evidente che, oltre alle ragioni di legittimità, la questione è anche politica. Il sindaco Pucci si scatena (vedi articolo a fianco): «Appigliandosi a presunti vizi di forma, affossano bloccano provvedimenti di interesse collettivo, provocano danni alla città. È la cultura disfattista del Pd che torna e cojtagia il centrosinistra».

Ma anche nella coalizione pro Volpi si apre un vistoso problema. La vicesindaco Martina Nardi (che appoggia ufficialmente Volpi) è rimsata fino alla fine in aula a fianco diPucci tentando di di far approvare gli atti. E a sua volta attacca la “sua” coalizione.

Così, ieri mattina, Pd, IdV, Verdi, Socialisti e Rifondazione convocano i giornali per spiegare le ragioni del loro no agli atti urbanistici. Alla conferenza stampa, però, ci sono assenze pesanti: mancano Sel e il suo segretario Carlo Paolini (in verità, non c’è neanche il candidato Alessandro Volpi, pur direttamente chiamato in causa nella vicenda). «Capisco che umanamente l'attaccamento al lavoro svolto in questi anni prevalga – commenta Marchi – ma mi aspettavo che Sel fosse qui assieme alla sua coalizione. Non si incrina nulla anche se a Sel chiedo di chiudere una volta per tutte questa fase politica perdedicarsi alla fase successiva che ci vede insieme contro gli arancioni».

Il resto della coalizione, Berti per il Pd, Fruzzetti per Idv, Bonini per Psi, Mucci per i volpiani, parlano di «arroganza dell'attuale maggioranza che dimostra poca etica politica, e accelera su progetti che sa dovrebbero essere approvati con calma e trasparenza dalla prossima amministrazione e non da quella in carica ancora solo per un pugno di settimane».

Manuela D’Angelo

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