Il Tirreno

Maurizia Cacciatori abbraccia le amiche regine delle borse

Maurizia Cacciatori abbraccia le amiche regine delle borse

La campionessa di volley da Sara Bacelli e Serena Ribolini: «Mi piacerebbe davvero fare qualcosa per la mia Carrara»

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CARRARA. Hanno clienti d’eccezione in Italia e nel mondo, da Meryl Streep a Simona Ventura, Tosca D’Aquino, Federica Panicucci; e fra queste “fan” che amano la moda e il gusto, anche la conterranea carrarese, uno dei miti della pallavolo rosa, Maurizia Cacciatori.

Ieri la campionessa, è andata a far visita alle sue amiche, Sara Bacelli e Serena Ribolini, nel negozio che le due giovani imprenditrici trentunenni hanno aperto dallo scorso novembre in città: lo store targato “Natural Winning Women” (donne naturali e vincenti). Un marchio con 180 punti vendita, creazioni in ecopelle, montone e camoscio sintetici, anche rafia.

E in città, uno store che da “temporary” diventerà permanente. «Sì – dice Serena – il negozio resta qua», cioè all’angolo fra via Cavour e via 7 Luglio.

Maurizia Cacciatori, 40 anni compiuti ad aprile, abbigliamento sportivo, gira soddisfatta dentro il negozio luccicante di borse coloratissime, anzi di winning bags come tutti le chiamano.

Con lei la figlioletta Ines, che non lascia un secondo una microborsa, proprio giusta giusta per la sua manina.

«Sono una fan di queste winning bags – dice – . E’ sempre un piacere quando si vede un prodotto di Carrara, quando ragazze giovani mostrano intraprendenza di fronte alla crisi. Quando dimostrano di avere voglia di rischiare e di essere vincenti».

Serena, dieci anni di esperienza in una boutique di Forte dei Marmi, e Sara, diplomatasi al Polimoda, sono diventate un’accoppiata vincente. E di vittorie ne sa qualcosa Maurizia Cacciatori: una vita ai vertici del volley, dalla Pallavolo Carrarese negli anni Ottanta, alla carriera in tante altre squadre, dal Perugia all’Agrigento, dal Bergamo al Napoli, e poi l’esperienza sportiva in Spagna. Un palmares di tutto rispetto.

E oggi, che vive a Livorno, oltre agli impegni di lavoro, fa soprattutto la mamma: di Carlos Maria Orsini e Ines. Ieri era la prima volta che visitava il negozio di Carrara di Bacelli e Ribolini.

«Da tempo volevo venirci, loro sono mie amiche. Hanno una linea di borse originali, non è facile affermarsi nel tempo, ma ci sono riuscite. Quando esco con una di queste borse, tutti mi chiedono informazioni. Un giorno, all’aeroporto delle Mauritius, una giovane straniera, un’americana, mi viene incontro, e io penso “ecco, ha riconosciuto in me la famosa campionessa” e invece era affascinata dalla borsa che avevo». Targata Natural Winning. «Una borsa per tutte le donne».

Ed ecco che esplode la sua carrarinità: «Bisogna dire “Forza Carara”, con una “erre” alla carrarina». Ride: «La voglia di promuovere la mia città ce l’ho nel sangue. Vorrei fare qualcosa per i giovani di Carrara, dare loro le chance che ho avuto io nello sport. Con Massimo Fedolfi della pallavolo locale, ho parlato. La mia idea è di creare dei momenti di sport per i bambini».

Dice che ha intenzione di essere presente a giugno per un evento che vedrà ancora una volta protagoniste le due imprenditrici: «Giusto per promuovere le cose di “casa”».

Di cosa si tratta?

«Siamo onorate che Maurizia ci sia venuta a trovare – dicono Sara Bacelli e Serena Ribolini - e che possa tornare a giugno. La nostra linea Temporary, più economica, va avanti bene, doveva chiudere ad aprile, ma abbiamo deciso di proseguirla. Jessica è bravissima con la clientela».

Jessica Colella è il loro alter ego in negozio quando gli impegni le chiamano altrove.

«Abbiamo avuto nuovi clienti, la collocazione del punto vendita è bella, abbiamo creato una nuova linea di bags con la bandiera della città del Vaticano. Uscirà una linea nuova con un progetto per il quale abbiamo coinvolto gli studenti del liceo Artistico: hanno rielaborato il nostro logo da stampare sulle borse che venderemo in tutta Italia. I primi di giugno premieremo lo studente che avrà proposto il disegno migliore, ma probabilmente i premiati saranno più d’uno, perché tutti gli studenti che hanno proposto le loro idee, sono stati bravissimi nell’interpretare il nostro marchio. Si potrebbe estendere questa iniziativa ad altre scuole locali», aggiungono.

E Maurizia Cacciatori non ha dubbi: «La svolta è possibile a Carrara, qua c’è tanta gente in gamba».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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