Il Tirreno

Massa Servizi, il processo non si ferma

Massa Servizi, il processo non si ferma

Via Ferri, cambiato il collegio senza azzeramento. Testimoni Stefano Benedetti e Giulio Andreani

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MASSA. A differenza del processo sulle cremazioni, l’avvicendaente di Cosimo Ferri - nominato sottosegretario alla giustizia del governo Letta - non ha creato contraccolpi al procedimento relativo a Massa Servizi. Ieri mattina quindi l’udienza si è potuta svolgere tranquillamente. Adesso al posto del neo sottosegreatrio c’è il collega Garofalo.

Tre i testimoni chiamati dal pubblico ministero Rossella Soffio: il consigliere comunale di opposizione Stefano Benedetti, l’ex presidente di Massa Servizi Giulio Andreani e il consulente Vittorio Angiolini. Benedetti ha raccontato, incalzato dalle domande del pm Soffio e dell’avvocato di parte civile (che rappresenta il Comune) Matteo Bertucci, dei suoi esposti e delle sue interpellanze in merito alla vicenda Massa Servizi. Invece Andreani ha raccontato il lavoro svolto dopo essere stato chiamato al capezzale della società dal sindaco Roberto Pucci. E Angelini, messo al lavoro dallo stesso Andreani per la sua professionalità, invece ha spiegato in cosa è consistito il suo operato.

Imputati del processo Gian Mario Gastoldi, ex amministratore delegato di Massa Servizi Spa, e Romolo Angelotti, ex amministratore di Ariete Spa. Gastoldi, 58 anni, di Bergamo, è accusato dei reati di “infedeltà patrimoniale” e di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti”; Angelotti, massese, dovrà rispondere della sola accusa di fatturazioni inesistenti.

L’inchiesta ha portato anche alla scoperta di fatture emesse da Massa Servizi tra il 2006 e il 2007, per prestazioni di vari professionisti, in realtà mai avvenute. Il danno totale stimato per le casse del Comune si aggirerebbe intorno a svariati milioni di euro.

La costituzione di parte civile, come aveva scritto l’avvocato Bertucci, «avviene allo scopo di ottenere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali causati al Comune di Massa dalle condotte degli imputati». E il legale nella richiesta aveva quantificato: «Chiediamo che il danno patrimoniale sia liquidato a favore del Comune di Massa in almeno euro 5.295.169,00 e il danno non patrimoniale in almeno euro 1.800.000,00, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali, o in altra maggiore o minore somma ritenuta di giustizia».

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