Attenzione
Mercato allargato con prodotti tipici
Presentato il progetto per rivitalizzare il centro storico di Pontremoli durante il doppio appuntamento settimanale
PONTREMOLI. Non avrebbe potuto trovare, simbolicamente, un luogo di presentazione migliore il progetto del “Mercato d’ Puntremal”, iniziativa per la vendita diretta dei prodotti agricoli nella piazzetta di San Geminiano e via Garibaldi.
Infatti, ad accogliere i vari convenuti, l’agriturismo "Il glicine e la lanterna", immerso nel verde a poche centinaia di metri dal centro città e con una struttura recuperata da un antico casolare che offre il fascino dell’antico ma con alcune caratteristiche della modernità.
Ed è proprio questo connubio che si sposa felicemente il simbolo del progetto presentato dal sindaco Lucia Baracchini e dall’assessore alle attività produttive e sport, Gianluca Crocetti «l’iniziativa vuole rappresentare – ha sottolineato il sindaco - un segnale chiaro. Di ritrovare nel nostro passato stimoli importanti per costruire il nostro futuro».
Un impegno, ha sottolineato il primo cittadino pontremolese, che non vuole però rappresentare solo un nostalgico “amarcord”.
Ma la capacità di estrapolare con forza e vigore le tradizioni che hanno fatto la storia della nostra terra e riaprire nuove realtà produttive per offrire anche ai giovani occasioni lavorative, oltre che dare nuova vitalità al centro storico.
Su questa linea è continuato l’intervento dell’assessore Crocetti che ha ricordato l’importanza della collaborazione con la Camera di commercio di Massa Carrara, lo Slow Food Lunigiana Apuana, le Strade del vino dei Colli di Candia e di Lunigiana, la Confederazione italiana agricoltori, il Fungo di Borgotaro Igp, l'Associazione Donne in Ccmpo della Cia, la Federconsumatori, Le Città del miele, per la realizzazione del regolamento che è stato recentemente approvato dal consiglio comunale.
L’assessore Crocetti è poi entrato nei dettagli dell’iniziativa che ha come bussola primaria il rilancio dei prodotti realizzati nella nostra terra: il mercato si terrà il mercoledì e il sabato (quindi negli stessi giorni dell’abituale mercato pontremolese) ed esporrà nella zona della piazzetta di San Geminiano e della limitrofa via Garibaldi.
All’inizio si avranno circa una decina di bancarella che offriranno agli avventori i prodotti agricoli locali.
«L’intenzione non è solo promuovere la vendita – ha continuato l’assessore Crocetti - ma anche di incentivare la distribuzione di merce fresca o trasformata. La garanzia di genuinità e di qualità legati al ritmo della natura saranno anche occasione di crescita della consapevolezza dell'importanza di una corretta educazione alimentare. Obiettivo essenziale dell'iniziativa è infine anche quello di far conoscere la cultura rurale ed in particolare i piccoli produttori e le piccole produzioni presenti sul territorio».
Crocetti ha poi ricordato che l’amministrazione si è attivata con un altro progetto, un registro De.Co. (Denominazione comunale), marchio di cui si potranno fregiare, passando dal parere di un’apposita commissione, quei prodotti agro-alimentari che rispettino i metodi tradizionali di realizzazione.
Veroni, rappresentante della Confederazione italiana agricoltori, ha lodato l’amministrazione «sensibile e solerte per l’iniziativa che può rappresentare un volano per l’economia».
Inoltre ha evidenziato come ci sia stata la richiesta di soli 2 euro per il posteggio occupato dalla singolo bancarella «un prezzo simbolico che evidenzia come l’amministrazione comunale creda davvero in questa iniziativa».
Ma il sindaco, di fronte a queste dichiarazioni entusiastiche, ha voluto comunque premere il freno «si tratta di un’iniziativa che avrà bisogno di tempo e di attenzione per svilupparsi pienamente. Quindi questo non è certo un punto di arrivo ma di partenza per offrire ai pontremolesi e ai visitatori che si spera di attirare, un’offerta sempre più ricca e varia».
Tutto perfetto quindi?
Certo l’iniziativa è lodevole e importante, lascia un po’ di perplessità la scelta di non aver voluto limitare alla zona della Lunigiana i prodotti da esporre, annettendo anche le merci dei territori della Garfagnana e della Versilia. Di certo prodotti simili, per molti aspetti, a quelli lunigianesi, ma pur sempre non «made in Lunigiana», terra dove la denominazione di origine controllata è ormai di prassi.
L’augurio è che se l’iniziativa abbia successo si possa rivedere il regolamento per dargli, alla fine, una connotazione più marcatamente locale.
Riccardo Sordi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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