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«Richiamare i testimoni? Sarebbe un vero macello»

«Richiamare i testimoni? Sarebbe un vero macello»

Il sostituto procuratore Federico Manotti era contrario al rinvio di due settimane «Le difese dovevano decidere subito se chiedere la ripetizione. Invece così...»

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MASSA. Il sostituto procuratore Federico Manotti quando ha saputo della nomina di Cosimo Ferri a sottosegretario della giustizia si è seduto e ha capito che sei anni di lavoro rischiavano di essere cancellati. «Se richiamiamo tutti i testimoni è un macello, le notifiche ci faranno perdere un sacco di tempo. Sono più di cento, qualcuno avrà cambiato residenza e quindi dovremo anche andare a cercarlo. E tutto questo perché? Per fargli dire che quello che hanno detto prima lo confermano adesso. È assurdo. Dov’è il garantismo? Mi sembra soltanto una perdita di tempo che fa il gioco di chi sta facendo il tifo per la prescrizione di alcuni reati».

E quindi qual è la sua proposta?

«A mio avviso si può arrivare all’acquisizione della prova da parte del nuovo collegio, senza ricominciare tutto da capo. Ripeto: il rischio è che vengano prescritti dei reati. È vero che mancano ancora diversi anni, ma dovete anche tenere conto dell’appello e della Cassazione. I tempi sarebbero stati stretti anche senza questo rinvio, così mi sa che non ce la facciamo a mandare in carcere chi lo merita».

Ha contestato anche la decisione del collegio di concedere un po’ di tempo alle parti per riflettere sul da farsi. Perché?

«Perché è un’ulteriore perdita di tempo, visto che sappiamo già che ci saranno degli avvocati che pretenderanno di ricominciare tutto da capo. È un loro diritto e su questo non discuto, ma se lo scopo è quello di far sedere un testimone e liquidarlo dopo alcuni secondi mi sembra davvero una cosa scandalosa. Le famiglie di quelle persone di cui sono stati dispersi i resti non si meritavano un trattamento simile».

Non ci voleva la nomina a sottosegretario di Ferri...

«Io per Ferri sono contento, gli ho anche mandato un sms per felicitarmi con lui. Mi sarebbe piaciuto che la sua nomina fosse avvenuta il giorno dopo la sentenza del processo sulle cremazioni. Tutto qui».

Il presidente del tribunale Failla ha promesso tempi rapidi.

«Lo spero. Tutto sta nella cadenza che vogliono dare a questo procedimento. Se torniamo a mettere un’udienza al mese non si finisce più. Ormai quello che è stato è stato, se non si può arrivare alla fine con l’acquisizione delle prove allora facciamo presto. Mi piacerebbe che entro l’estate si arrivasse alla fine, in questo modo a dicembre Genova potrebbe dare il via all’appello e forse arriviamo prima della prescrizione».

Se si ricomincia da capo sarà sempre lei il pm?

«Me lo auguro, questa storia l’ho seguita dall’inizio. Io ho il permesso fino al termine del processo quindi in teoria direi di sì. Ma prima devo parlare con il procuratore generale di Genova, visto che da un anno e mezzo sottraggo del tempo al mio lavoro per venire a Massa. Mi piacerebbe continuare, ecco scriva pure così».

Danilo D’Anna

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