Il dolore
Mulazzo-Filattiera, l’idea piace
Formerebbero un Comune di oltre 5mila abitanti tornando ai tempi medievali quando vennero divisi dai Malaspina
MULAZZO. Il processo di fusione che interesserà i comuni della Lunigiana è argomento di dibattito non solo da parte degli amministratori, ma anche dei cittadini che si stanno rapportando con un cambio epocale delle varie realtà in cui fino hanno vissuto.
Entro il 2016 tutto dovrà essere fatto, altrimenti la Regione provvederà d’ufficio a istituire queste nuove realtà. Dopo l’ufficialità del connubio tra Villafranca e Bagnone, i dubbi su quello tra Aulla e Podenzana, ecco entrare nel “toto-fusione” Mulazzo e Filattiera, Comuni che, per estensione territoriale e abitanti, presentano quei tratti di somiglianza che servono per portare a buon fine l’iniziativa.
Non scioglie ancore le riserve Claudio Novoa, ma uno spiraglio di possibilità riluce nelle sue parole: «La fusione – afferma il sindaco di Mulazzo - è un processo sicuramente positivo per migliorare certe tipologie di servizio e fornire un migliore supporto al cittadino. Naturalmente aderire a questo progetto non significa perdere la propria identità, ma trasferirla in un contesto più ampio. Noi vogliamo confrontarci con la popolazione, capire quello che pensano di questo atto, che non è puramente amministrativo, ma derivante dalla volontà di due controparti, in cui il cittadino è la parte preponderante. Mulazzo sicuramente si trova ad attraversare un periodo critico, deve ancora superare il post alluvione. La nostra priorità è la ricostruzione, ecco perché non abbiamo ancora affrontato questo tema attualissimo».
Non si sbilancia il primo cittadino su questo argomento, dato che la discussione è ancora in corso: «Non ci si sposa per convenienza, - dice ridendo Novoa - bisogna che ci sia un po’ d’amore. Un atto come questo necessità ponderazione. Si deve trovare quel territorio che sia simmetrico al nostro. Filattiera potrebbe essere il candidato adatto, sia per omogeneità territoriale, che per il numero di abitanti (2700 quelli di Mulazzo, contro i 2500 di Filattiera). Ma c’è di più, si potrebbe portare a termine un’opera di ricongiungimento storico, dopo che i due comuni furono separati, in epoca medievale, come spartizione dell’eredità dei Malaspina. Anche i livelli di tassazione, tra i più bassi della Lunigiana garantirebbero un’unione indolore. Tutto questo però rientra ancora nel campo delle ipotesi, bisogna completare le opere per garantire la normalizzazione di Mulazzo, poi si potrà pensare di mettere nero su bianco questa nuova realtà».
Qui Filattiera. Il sindaco Lino Mori non nasconde le simpatie per il limitrofo Comune di Mulazzo, ma sottolinea che «è stato intrapreso un percorso di valutazione che dovrebbe portare a risultati, anche se, al momento, è presto per fare annunci. E chiaro che una fusione dovrà essere fatta per usufruire dei benefici di legge. Ci sono contatti con Mulazzo, ma ricordo che sarà comunque la cittadinanza, a tempo debito, a esprimersi in proposito. L’ultima parola spetta, giustamente, alla gente e così sarà. Comunque c’è ancora tempo e penso che faremo le cose per bene».
Anche se Mori non lo dice, da tempo è trapelato che l’amministrazione comunale e i cittadini, almeno parte di loro, vedono più di buon occhio la fusione con Mulazzo che non con Bagnone o Villafranca. Chissà: in tempi di gran crisi e ripetuti tagli, il campanile regge sempre.
Cristiano Borghini
Fabrizio Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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