Attenzione
Il restauro affidato a Nicoli, Dunchi e Bernacchi
CARRARA. «L’avvocato e Maestro del marmo Carlo Nicoli fu incaricato dal Comune di provvedere all’immediato restauro della statua in mille pezzi - rievocò Vittorio Prayer su Agorà - Gli scultori Nardo...
CARRARA. «L’avvocato e Maestro del marmo Carlo Nicoli fu incaricato dal Comune di provvedere all’immediato restauro della statua in mille pezzi - rievocò Vittorio Prayer su Agorà - Gli scultori Nardo Dunchi, Roberto Bernacchi ed altri artigiani, si mettono a disposizione per collaborare al complicato “collage” del marmo scoppiato. Fausto Chericoni da “TeletoscanaNord”, diffonde ripetuti appelli televisivi ai cacciatori di “souvenirs”, che si erano portati a casa i tocchi di Pellegrino». Di lì a pochi giorni era prevista la visita di Andreotti, ricostruisce Prayer: «Sotto la pioggia battente cominciamo il restauro – ricordò Nicoli ad Agorà - coi miei tecnici e gli amici artisti lavoriamo fino a 15 ore al dì. Al quarto giorno di ripristino arriva la Sovrintendenza di Pisa che blocca tutto e ingabbia la statua senza fornire alcuna spiegazione». La visita del presidente Andreotti andò per il meglio. Incontrò sindaco e autorità a Palazzo Civico e in Accademia di Belle Arti. Sotto la pioggia visitò il devastato monumento a Pellegrino Rossi. Dopo qualche tempo, la Sovrintendenza pisana si porta via il monumento, lasciando l’aiuola vuota. Nell’ottobre 1985 Pellegrino ritorna ma manca il libro che per oltre un secolo ha tenuto tra le mani; contr’ordine, la statua viene ripresa, e alla fine riportata.
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