La protesta
Andreotti, quell’attentato alla vigilia della sua visita
La morte del “divo Giulio” riporta alla memoria il tremendo boato del 1978 quando fu fatto saltare la statua a Pellegrino Rossi, statista amato dal presidente
CARRARA. I meno giovani ricordano ancora, con angoscia, il boato che scosse il centro storico cittadino nella notte fra il 5 e il 6 dicembre del 1978. In piena notte, fu fatto saltare il monumento a Pellegrino Rossi, cittadino illustre di cui proprio quell’anno ricorreva il 130º della morte.
Di lì a pochi giorni era prevista la visita del primo ministro in carica, tanto per cambiare il presidente Giulio Andreotti, invitato personalmente dall’allora giovane presidente dell’Ente Cultura e Sport, Beniamino Gemignani. Ora, la morte del “divo Giulio” riporta alla memoria quella notte di paura e di trambusto. «Il presidente Andreotti - ricorda Beniamino Gemignani, appassionato di storia carrarese - era un cultore di Pellegrino Rossi, aveva già scritto due libri sullo statista nostro concittadino. Accettò volentieri di partecipare alle celebrazioni previste in Accademia per i 130 anni della morte. Lo stesso Giulio Andreotti mi scrisse due lettere, prima per accettare l’invito, e successivamente per ringraziare del pensiero; Pellegrino Rossi fu un precursore dell’Unione Europea, e in quei giorni Andreotti doveva dare la risposta in merito all’adesione dell’Italia al “serpentone monetario”, un po’ il precursore dell’euro. Potete immaginarvi, fra l’attentato al monumento a Pellegrino alla vigilia della visita di Andreotti, fra il momento politico particolare, a fine Anni Settanta, a Carrara arrivarono giornalisti da tutta Italia e da tutta Europa».
Pellegrino Rossi fu davvero cosmopolita: originario di Miseglia, nacque a Carrara il 13 luglio 1787 e fu ucciso a pugnalate a Roma il 15 novembre 1848; economista, politico e giurista, ebbe importanti incarichi sia in Francia che in Svizzera, per poi diventare ministro della giustizia, ministro dell'interno e Primo ministro nel governo dello Stato pontificio, con papa Pio IX, dopo essere stato ambasciatore di Francia presso la Santa Sede. Amico personale di Papa Pio IX, con il quale aveva studiato, aveva un programma liberale quale l'abolizione dei privilegi feudali, la soppressione delle esenzioni fiscali, la separazione tra il potere ecclesiastico e quello civile. Un programma che scontentava tutti e che armò una mano assassina il giorno dell’insediamento della Camera dello Stato pontificio. Sei anni dopo, nel 1854, fu inaugurato in piazza D’Armi il monumento opera di Pietro Tenerani. L’attentato dinamitardo troncò le gambe, i famosi “pe’ d’Pelegrìno” non si trovavano più, i brandelli della statua erano dispersi per centinaia di metri. Sindaco di Carrara era il socialista Roberto Sebastiano Puccinelli a guida di una giunta Pci-Psi.
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