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Si ricomincia? Prescrizione più vicina

Si ricomincia? Prescrizione più vicina

Gli avvocati difensori pronti a negare il consenso alla “lettura degli atti”. Iacopetti: è quasi scontato

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MASSA. Domattina, all’udienza finale del maxi processo per lo scandalo del Mirteto, ci sarà un nuovo collegio giudicante: con Alessandro Pellegri al posto di Cosimo Ferri. Ma è evidente che i magistrati non potranno emettere alcuna sentenza. Il nuovo giudice dovrà, prima, perlomeno leggere gli atti del dibattimento prima di esprimere il suo verdetto. Ma, soprattutto, gli avvocati della difesa potranno – ed è quasi scontato che lo faranno – negare il loro consenso alla “lettura degli atti”. Chiederanno, cioè, in base al consolidato fondamento giuridico secondo cui la sentenza deve essere pronunciata dal giudice (in questo caso tre) davanti al quale si forma la prova, che tali prove vengano di nuovo prodotte davanti al collegio modificato. Per questo le sorti del processo sono appese a un filo.

«Credo che si ricomincerà dal primo testimone, in quanto prevedo che ci saranno più avvocati difensori che esprimeranno il loro dissenso alla prosecuzione e conclusione del processo con la semplice lettura delgi atti da parte del nuovo giudice, La ripartenza da zero del dibattimento, insomma, mi sembra scontata», dice l’avvocato Roberto Iacopetti, difensore, assieme ad Adriano Martini, dell’ex funzionario del Comune Renzo Fialdini, uno dei principali imputati del processo. Difficile appare anche un eventuale sdoppiamento del procedimento, ossia la sentenza per quegli imputati che non si oppongono alla ripetizione del dibattimento e l’azzeramento per quelli che, invece, si oppongono. In questa ipotesi, sarebbe necessario formare un secondo collegio giudicante per sostenere il secondo troncone del processo e al tribunale si farebbe davvero fatica a trovare i tre giudici per l’incarico.

Così si avvicina anche la prospettiva della prescrizione: «Tenendo conto che i reati più gravi – stima l’avvocato Iacoipetti – ossia corruzione e sottrazione di cadavere si prescrivono in 7 anni e mezzo, che i tempi partono dal 2008 e che il dibattimento bis, anche se condotto a tappe forzate si concludesse in un anno, le eventuali condanne cadrebbero in prescrizione nel secondo grado». Quanto all’atteggiamento della difesa di Fialdini, Iacopetti dice: «Ci consulteremo con il nostro assistito e decideremo se negare o meno il consenso».(c.f.)

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