Il Tirreno

NASCE L’APUANO

Si chiama «Lupus» ed è la birra di casa nostra

MASSA. Quando mandi giù il primo sorso stuzzica il naso con intensi profumi agrumati, erbacei e floreali. «Il suo gusto conferma l'olfatto, mentre risulta scorrevole e facile da bere celando i suoi...

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MASSA. Quando mandi giù il primo sorso stuzzica il naso con intensi profumi agrumati, erbacei e floreali. «Il suo gusto conferma l'olfatto, mentre risulta scorrevole e facile da bere celando i suoi 6,8 gradi alcolici. La nota amara del luppolo si manifesta lentamente nel finale». Stiamo parlando della Lupus, birra nostrana prodotta da due cugini massesi. Marco Tazzini, perito tecnico di 30 anni, e Dario Bonanno, fisico di 29, hanno realizzato tutto con le loro mani, dall’impianto per la cottura della bevanda alla ricetta dell’ambrata (che presto sarà affiancata da una stout). Una passione nata per caso, da un kit per la realizzazione istantanea della birra regalato ai due da uno zio, e che presto si trasformerà in azienda. Ha già un nome (Birrificio apuano) e un logo (le Apuane che hanno la stessa consistenza della schiuma della birra). Anzi sarebbe già impresa senza gli intoppi burocratici che hanno frenato tutto fuorché l’entusiasmo: «Contiamo di aprire entro l’inizio dell’estate, produrremo la nostra birra, avremo uno spazio degustazione e venderemo al dettaglio», spiega Marco. Lui per ora ha un lavoro part-time da perito a La Spezia, ma conta di dedicarsi anima e corpo in quella che potrebbe essere la svolta della sua vita: «Stiamo lavorando sodo io e Diego, ma non è facile. Ogni volta che crediamo di aver sbrigato tutta la procedura ci chiamano e ci dicono che manca ancora una carta. Davvero estenuante».

In attesa di ingrandirsi però la Lupus viene imbottigliata grazie alla collaborazione col birrificio artigianale spezzino e fa già bella mostra di sé in alcuni pub apuoversiliesi. «L’impianto lo abbiamo realizzato noi, una cosa del genere non ce l’ha nessuno. Sarà questo il nostro marchio di fabbrica, forse più delle ricette che abbiamo messo a punto dopo anni e anni di assaggi». Per ora tutto è stipato nella cantina dei genitori di Tazzini: «Loro non protestano, anzi sono contenti per questa nostra intenzione di metterci in proprio. Sono i primi assaggiatori delle birre». Se tutto andrà come da programma a giugno in via Oliveti 5, dove i cugini hanno preso un capannone e ne hanno colorato gli interni di bianco e arancione («così sembra proprio un boccale pieno di birra»), nascerà il laboratorio del Birrificio apuano: «Vogliamo mettere sul mercato un prodotto con un prezzo veramente aggressivo, così ci facciamo conoscere». Marco ci crede, tanto che ha trasformato il suo contratto di lavoro a tempo pieno in part-time: «I miei datori di lavoro erano anche contenti perché con la crisi che c’è si sono alleggeriti un po’ i costi». Diego è già concentrato sulla nuova creatura: «Siamo cugini - chiosa Marco -, ma prima di tutto siamo amici. Stiamo insieme da quando eravamo piccoli. Il nostro segreto è avere lo stesso obiettivo ma con punti di vista differenti. E i risultati cominciano a farsi vedere». A quanto pare la Stout che sta per essere imbottigliata sarà una vera bomba.

Per ora la Lupus, la birra ambrata del Birrificio apuano, si può trovare in due locali massesi (La Vineria in via Guidoni e Napoleon Birroteca in via Ascoli 9, uno a Carrara (Fuori porta piazza Battisti 1 ) e uno a Pietrasanta (Il lunedi de lo studio piazza Matteotti 39). «Quando sarà a regime l’impianto di via Oliveti 5 sarà in grado di produrre 600 litri di birra alla volta: «Dal kit fai da te che ci hanno regalato da ragazzini un bel passo avanti, no?».

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