Italia
Processo cremazioni, rischio azzeramento
Slitta la sentenza: la nomina del giudice Ferri a sottosegretario può far ricominciare tutto da capo
MASSA. Muovi una carta, crolla l'intero castello: avrà un effetto collaterale pesante la nomina del giudice Cosimo Ferri a sottosegretario alla giustizia nel governo Letta. Il passaggio del magistrato dalla sfera del potere giudiziario a quello esecutivo provocherà l'azzeramento del processo sulle false cremazioni al cimitero di Mirteto in cui Ferri è giudice a latere (assieme ad Antonia Aracri, mentre il presidente del collegio giudicante è Paolo Puzone). Ferri ha ormai giurato e gli è quindi vietato fare il magistrato. Neanche in processo che era ormai giunto alla conclusione e che domani avrebbe dovuto vivere l'udienza finale, quella delle sentenze. Invece, con molta probabilità, il dibattimento dovrà iniziare da zero, si ricomincia da capo, come se due anni e mezzo di udienze non fossero serviti a nulla.
È una beffa del destino, una sfortuna, come l'ha definita anche il pm Federico Manotti, titolare dell'inchiesta che ha portato a uno dei processi più delicati della storia della città, su una vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica di tutt'Italia. Il processo è durato due anni e mezzo, oltre 100 testimoni sono stati ascoltati in aula tra la commozione e le lacrime dei parenti dei defunti, video scioccanti, immagini raccapriccianti, 69 anni di carcere chiesti dall'accusa per i dodici imputati, per reati che vanno dalla truffa, alla dispersione e sottrazione di ceneri, peculato, corruzione e reati contro la pietà dei defunti.
L'udienza di domani, alle 9,30, comunque si terrà. E potrebbe accadere di tutto: intanto si terrà davanti al nuovo collegio dei giudici, con la nomina di Alessandro Pellegri, da poco al Tribunale di Massa, addetto al civile, che il presidente Cristina Failla ha prontamente sostituito a Ferri. La prima strada, tecnicamente la più ovvia che potrebbe essere percorsa, prevede la riconversione totale del processo, con la citazione, nuovamente, degli oltre 100 testimoni, la riapertura del processo come due anni e mezzo fa, per permettere al nuovo giudice di acquisire tutte le prove. Un'altra soluzione, quella a cui aspira la procura,prevede invece il rinnovo del dibattimento con la semplice lettura degli atti e l'acquisizione delle prove del fascicolo a tavolino per il giudice integrato. Questa soluzione permetterebbe di andare a sentenza nel tempo massimo di qualche mese, quello necessario a Pellegri per leggere le carte e farsi un' idea del pregresso, senza annullare il lavoro di due anni e mezzo di processo. Naturalmente questa soluzione dovrebbe essere condivisa da tutte le parti in causa (accusa, difesa e parti civili). E va da sé che le difese degli imputati potranno opporsi con successo e chiedere la ripetizione del dibattimento, magari puntando anche alla prescrizione di alcuni reati.
Possibile anche che, in assenza di accordo fra le parti, il giudice Puzone tenti una sorta di "atto di forza" avvalendosi del principio di rilevanza e irrilevanza (se ogni prova acquisita deve essere rilevante e nessuna testimonianza può essere eliminata, allora è irrilevante che vengano ripetute le stesse testimonianze al processo). "Io punterò naturalmente a questa soluzione- dice Manotti- trovo assurdo che si perda tanto lavoro, oltretutto in un processo con tante parti civili che chiedono giustizia". Il neo sottosegretario Cosimo Ferri. va detto, aveva cercato di posticipare il suo giuramento a martedì, ma inutilmente: chiamato d'urgenza a Roma ha giurato da sottosegretario venerdì sera, per ultimo e di fatto ha così annullato la possibilità di sentenza certa per lunedì. "Anche qualora dovessimo riprendere dall'inizio il processo - dice la presidente del tribunale Cristina Failla - cercheremo, per il bene della cittadinanza, di accelerare i lavori, di ripercorrere in maniera più tempestiva possibile le fasi del processo, sperando di chiuderlo nuovamente nel giro di pochi mesi. Anche se naturalmente non dipende da me".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
