Sicurezza
La Cgil denuncia: il giovane operaio sballottato fra ospedali
«Portato a Massa per un intervento, e riportato a Carrara: è assurdo». L’Asl: scelta del professionista, operazione ok
CARRARA. Diventa un caso l’operazione ad un ginocchio a cui è stato sottoposto il giovane elettricista precipitato la scorsa mattina all’Inps. Il fatto è che, come sottolinea Valerio Musetti della Funzione Pubblica Cgil, nonostante le sue gravi condizioni è stato portato a Massa e poi riportato a Carrara.
«Avevamo chiesto garanzie, protocolli e percorsi definiti per i pazienti politraumatizzati che devono essere accentrati, se non trasferibili a Pisa, presso l'ospedale di Carrara», osserva Musetti ma, invece, «Abbiamo riscontrato che un paziente giovane politraumatizzato dalla rianimazione di Carrara viene reintubato, perché naturalmente ha una grossa insufficienza respiratoria e quindi non può respirare autonomamente, per essere trasportato a Massa e fare la stabilizzazione del femore rotto perché nel presidio di Carrara, cosa paradossale ci hanno detto che manca la strumentazione per fare l'intervento ortopedico. Finito l'intervento - sottolinea Musetti - il paziente è stato di nuovo trasportato presso la rianimazione di Carrara dovendo necessariamente essere seguito dalla chirurgia. Ci chiediamo chi ha deciso questo tipo di percorso assistenziale che mette a rischio oppure ad ulteriori complicanze il cittadino». L'azienda - ricorda la Cgil - «si era resa disponibile alla costituzione di una commissione paritetica con le organizzazioni sindacali e la Rsu per monitorizzare costantemente i servizi, le corsie, le sale operatorie, per il confronto costante, ci è stato dato il tavolo il 9 maggio dopo quasi un mese dall'ultimo incontro, quando invece le difficoltà sono tantissime sia organizzative, sia per i lavoratori, delle sale operatorie, delle corsie a Carrara e a Massa, come della rianimazione di Carrara, dove a fronte di un aumento di accessi vi è la necessità di potenziare 1 posto letto in più e relativo personale infermieristico in più. E’ necessario inoltre riconoscere la terapia sub intensiva, servizio che oggi viene svolto dal personale infermieristico all'interno dei reparti e che è disconosciuto dall'azienda». E ancora, a detta di Musetti, «occorre aumentare il personale oss (operatore socio sanitario) sia nella chirurgia a Carrara, sia nella ortopedia di Massa. Esprimiamo forte preoccupazione di come questa situazione stia incidendo negativamente sui lavoratori e sui cittadini».
Sul caso del giovane lavoratore, la direzione aziendale precisa: «Il paziente, completamente stabilizzato, è stato trasportato a Massa, ovviamente con tutte le cautele e assistito dall'anestesista per essere operato ad una frattura che non ha caratteristiche di emergenza ma di urgenza per la funzione e il movimento della vitalità della testa del femore. Premesso che a Carrara il protocollo prevede la possibilità di poter intervenire in caso di emergenza ortopedica la scelta della sede dove effettuare l'intervento è lasciata per ogni singolo caso alla valutazione del professionista. L'intervento è stato eseguito con successo».
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