Il dolore
Caccia, scontro rovente sulle aree di prelievo
L’Atc Ms 13 replica all’associazione venatoria presieduta da Andrea Draghi: fanno polemica prima ancora che questo progetto venga realizzato
LICCIANA NARDI. L’Ambito territoriale di caccia 13 di Massa Carrara replica a Libera Caccia dopo l’attacco in merito al tema delle Aree di razionalizzazione del Prelievo venatorio per altro già in passato al centro del dibattito.
A intervenire per chiarire il progetto presentato nel corso di un partecipato convegno che si era tenuto al Castello di Terrarossa, le modalità, le tempistiche e l’iter di concertazione che porterà o meno alla loro realizzazione, è il presidente, Filippo Merlini.
«Per la seconda volta, mio malgrado, mi trovo costretto a intervenire sulla stampa, tra l’altro sul medesimo argomento, per smentire categoricamente le affermazione del presidente del circolo provinciale libera caccia, Andrea Draghi in merito alle Aree di razionalizzazione del Prelievo venatorio - afferma Merlini - il 12 aprile, presso la nostra sede, la nostra commissione Piccola selvaggina stanziale ha incontrato i rappresentati delle associazioni venatorie per dare inizio a un percorso di concertazione e condivisione in merito alla eventuale costituzione di dette aree. Ribadisco, come più volte fatto nel corso della riunione anche dal dott. Massimo Ratti, responsabile della nostra commissione, che solo al termine di tale percorso si potrà sapere se le queste aree saranno istituite, in che numero, dove e come saranno gestite. La loro eventuale istituzione avverrà solo dopo la più ampia concertazione con tutte le associazioni venatorie, e in qualità di presidente dell’Ambito, ribadisco, come peraltro già più volte detto, che il comitato procederà solamente se la maggioranza dei cacciatori riterrà questa nuova forma di gestione adeguata per incrementare, sul nostro territorio, la presenza della piccola selvaggina nobile stanziale».
Secondo l’Atc 13, il percorso non sarà ne breve, ne tanto meno immediato: «credo – conferma il presidente dei cacciatori - che sarà molto lungo. Tutti, secondo la propria rappresentanza, saranno chiamati a dare il loro fattivo contributo. Resto stupefatto e incredulo alle affermazioni del presidente Libera Caccia: come può affermare certe cose. Confesso che mi piacerebbe sapere la fonte di queste illazioni: leggendo le sue affermazioni sugli ipotetici costi di ingresso e sulla gestione tipo azienda aaunistica, non posso fare altro che sorridere anche se, in un momento economico così particolare della nostra nazione, le ritengo veramente inopportune. Ribadisco che quanto affermato non corrisponde al vero e ritengo che facciano parte di una strategia strumentale per instaurare inutili timori e paure fra i cacciatori. Sono certo di una cosa: i cacciatori non sono nè creduloni nè sprovveduti e pertanto dalla vicenda sapranno trarre le loro conclusioni. Li invito a prendere contatti con le proprie associazioni venatorie e, se lo riterranno opportuno, con i nostri uffici per accertarsi dello stato delle cose».
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