Il Tirreno

«Il mio primo pensiero è stato per papà»

di Massimo Braglia

Cosimo Ferri a Roma per giurare da sottosegretario: «Incomprensioni e polemiche? Appartengono al passato»

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CARRARA. Sottosegretario Cosimo Ferri, che effetto le fa essere chiamato al governo, proprio 25 anni dopo suo papà?

«Per me è una grande soddisfazione e non nascondo che il primo pensiero l'ho rivolto proprio a mio padre; ho imparato tanto da lui. Mi ricordo che lo accompagnai al giuramento, nell’aprile dell’88, anche il quel caso fu una nomina inaspettata, fu chiamato da Cossiga durante la notte. Ma eravano un po’ sprovveduti, non sapevano se i familiari potevano entrare e così restammo fuori del Quirinale».

Quando ha saputo di questa possibilità?

«Il mio nome penso sia uscito all’ultimo, mi hanno chiesto una disponibilità nella mattinata di giovedì, perché il ministro Cancellieri e altre forze politiche preferivano un tecnico come sottosegretario alla giustizia, e in me avevano individuato il profilo tecnico. Devo dire che non me l’aspettavo proprio, non capita tutti i giorni di essere contattati e poi essere chiamati a svolgere il ruolo di sottosegretario».

Conosce già il ministro Anna Maria Cancellieri?

«No, non ho il piacere di conoscerla di persona, ma la stimo molto, perché ha sempre lavorato con passione e entusiasmo nelle istituzioni, l’idea di lavorare con il ministro Cancellieri è un grande onore, quando ne avrò la possibilità, spero di dare il mio contributo».

Nel suo "manifesto" nella rielezione a segretario generale di Magistratura Indipendente, sosteneva la necessità che il magistrato oggi sia "moderno, non protagonista, riservato, riformista, rispettoso sempre della legalità, imparziale anche nell'apparenza": come porterà avanti questa battaglia nel nuovo ruolo di sottosegretario alla giustizia?

«Secondo me nel campo dei rapporti tra politica e magistratura c’è da lavorare molto. L’ho già detto e lo ripeto: non ho mai condiviso il magistrato che si candida dopo aver svolto le funzioni giudiziarie, anche dove uno ha svolto la funzione; la cosa può disorientare il cittadino, e creare difficoltà nei rapporti tra le forze politiche; è un problema importante, ovviamente le scelte politiche sono del ministro, ma ribadisco, se mi sarà chiesto, darò un parere in quella direzione. La scelta di accettare l’incarico è anche legata al fatto che questo sia un governo di larghe intese, e la soddisfazione è doppia perché vedo in qualche modo premiato la moderazione e il lavoro che in questi anni ho svolto».

Alcuni Comuni come Pontremoli stanno facendo una battaglia per mantenere la sezione distaccata del tribunale. Al di là del caso specifico, pensa che la riforma possa essere rivista andando a salvaguardare il diritto di realtà anche minori ad avere una giustizia "di prossimità"?

«Il tema è molto importante e di ampio respiro, la decisione è del ministro e del parlamento, qualora il ministro decida di interpellarmi, non potrò che parlare bene della giustizia di prossimità e del valore che ha; certo, ci sono in alcune zone delle controindicazioni, e magari in alcuni caso può essere utile tagliare rami secchi, ma dove il ramo è fertile, come a Pontremoli o a Carrara, è un peccato togliere questa possibilità di giustizia di prossimità. Potrò portare la mia esperienza e suggerire delle modifiche per migliorare la riforma».

Quanto le mancherà il lavoro di giudice e magistrato in questo nuovo ruolo?

«Sicuramente molto, quando tornai dal Csm, avevo ripreso con entusiasmo; senz’altro mi mancherà il lavoro, mi mancheranno i colleghi, perché a Massa c’è uno splendido ambiente, mi mancherà il personale, i cancellieri, e anche gli avvocati, che hanno sempre avuto con me un rapporto di grande dialettica e onestà intellettuale. Sono professionisti che mi hanno aiutato a crescere, li ricordo tutti con affetto e ripeto, mi mancheranno molto».

Come riuscirà a conciliare la famiglia, gli impegni culturali e di solidarietà?

«L’entusiasmo non mi manca, cercherò di portare avanti tutto, la priorità adesso sono gli impegni istituzionali e la famiglia; non abbiamo casa a Roma, anche quando ero al Csm sono stato inizialmente dai frati e poi in albergo, vedrò come organizzarmi. La partita del cuore? Spero di sì, vediamo».

Segretario generale di Magistratura indipendente, oltre 1.200 voti per l’Anm. Con le altre componenti dell’Anm non sono mancati attriti. Ora cosa succederà?

«Sicuramente vorrei recuperare un rapporto importante che tutta la magistratura associata e tutti gli operatori del diritto: sappiano che sono lì per lavorare per tutti, in primis per i cittadini, il mio obiettivo è davvero spegnere le polemiche ed essere, non è una frase fatta, il sottosegretario di tutti. Lo devo essere e lo voglio, è un mio obiettivo di svolgere il ruolo in modo che tutti sappiano che sono un interlocutore con cui ognuno potrà confrontarsi. Per me qualsiasi incomprensione appartiene al passato, devo dire fra l’altro che esponenti di altre correnti con cui c’è stata, come dire, una dialettica associativa sono stati fra i primi a complimentarsi».

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