Il Tirreno

Acqua, le tariffe di Gaia le più basse della Toscana

di Claudio Figaia

Pucci difende la società e attacca: «Il M5S sbaglia, qui non si remunera il capitale Scaricare gli investimenti sulla fiscalità generale? Un regalo agli evasori»

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MASSA. «Remunerazione del capitale al 7% nella tariffazione di Gaia? Niente vero: nella tariffa ci sono gli oneri finanziari dei mutui, ma non il guadagno garantito dei soci. Anche perchè Gaia è al 100% pubblica, controllata da Comuni, non ci sono partner privati, la società non persegue l’utile a tutti i costi. Anche se chiude i bilanci in attivo». Il sindaco Roberto Pucci “mette i puntini sulle i” nella questione acque. Legge delle accuse del Movimento 5 Stelle – che parla di volontà referendaria tradita – e replica a tutto campo. «Io ho votato per la ri-pubblicizzazione dell’acqua – dice – e rivendico questa scelta. Non sono per niente d’accordo, però, con chi sostiene che i costi per gli investimenti nei servizi idrici siano pagati dalla fiscalità generale. È il classico “paga Pantalone” un favore ai soliti noti, ossia gli evasori. Faccio un esempio: se uno che non paga le tasse e si fa la piscina, è giusto che sia la collettività, cioè chi le tasse le paga, a sostenere i costi che la piscina comporta per il gestore delle acque? No, su questo sfido grillini e referendari: meglio che i costi degli investimenti siano in bolletta».

Il Pucci-pensiero sulla gestione del servizio idrico arriva mentre in città sale il malumore per quel che vedono – in molti casi – nella bolletta dell’acqua targata Gaia (la seconda recapitata ai massesi, la prima con lettura effettiva dei contatori). E su questo riconosce problemi e criticità: «Ad alcuni cittadini è arrivata la bolletta da “non residente”, più alta. Ad altri sono addebitate cifre derivanti da perdite delle condotte tra contatore e rubinetti. Il fatto è che la banca dati di Enel Rete Gas (il precedente gestore) non è chiara sulla distinzione tra residente e non residente, che è di principio giusta, ma che ovviamente deve essere applicata correttamente. Per ora viene chiesta un’autocertificazione, Gaia sta comunque lavorando per risolvere la questione».

Ma sulla “bontà” della filosofia che sta dietro alla gestione Gaia, il sindaco ha pochi dubbi. «Certo, la tariffa a metro cubo è aumentata: con Enel era più bassa (attorno a 1,05 euro a metro cubo) perchè la società, sapendo che il contratto si sarebbe sciolto, non ha fatto investimenti per anni. La quota per metro cubo è tuttavia ancora tra le più basse della Toscana: 1,46 euro/mc. Vero, è una tariffa transitoria (tra 3 anni salirà a 1,97, come quella degli altrri Comuni non montani di Gaia), comunque sempre più bassa, guarda caso, delle zone in cui c’è una gestione mista o privata. Sapete qual è il costo per rendere totalmente pubblico il sistema in Toscana? 1,2 miliardi. Qui, nulla». In altre parole: Gaia sarà anche un carrozzone ma non c’è troppo da lamentarsi. E se l’acqua è ora più salata non è perchè si deve remunarare è perchè sta investendo parecchio per migliorare la rete e, quindi, il servizio: milioni di euro in tutta la zona tra Lucca, Massa Carrara,Versilia, di cui 12 anticipati (diciamo così) dal Comune di Massa, che Gaia si è impegnata a restituire attraverso un piano pluriennale di rientro. Ha investito, ad esempio, sul sistema dei depuratori: «L’appalto per realizzare il collegamento fognario tra l’impianto delle Querce e il nuovo impianto in zona Farmoplant – spiega insieme a Giuliano Minuto, del Cda di Gaia –è in corso. Ci sono stati rallentamenti e costi aggiuntivi (100mila euro) perchè la condotta attraversa una zona Sin. Ma a settembre il bypass sarà completato. Massa, vi dò una notizia, ha una capacità di depurazione pari a 160mila abitanti equivalenti su 70mila residenti, la più alta della regione. Anche questo, forse i grillini non lo sanno».

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