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Regolamento, ancora litigi maggioranza-opposizione

Regolamento, ancora litigi maggioranza-opposizione

CARRARA. Nuova polemica tra maggioranza e opposizione in commissione consiliare Marmo sulla proposta di riforma del regolamento degli Agri presentata da Legambiente e Co.di.ci. La commissione...

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CARRARA. Nuova polemica tra maggioranza e opposizione in commissione consiliare Marmo sulla proposta di riforma del regolamento degli Agri presentata da Legambiente e Co.di.ci.

La commissione continua a essere terreno di scontro tra l’amministrazione e la maggioranza da un lato e gli esponenti dell’opposizione dall’altro: oggetto del contendere la bocciatura impartita dagli uffici del settore alla riforma del regolamento degli Agri Marmiferi messa a punto dalle due associazioni.

Il dirigente del settore Marco Tonelli ha ribadito che si tratta di un parere tecnico, mentre l’assessore al Marmo Andrea Vannucci, ha confermato che al di là degli aspetti formali, la proposta di Legambiente e Co.di.ci contiene principi “condivisibili”.

Secondo Claudia Bienaimè, (Carrara Bene Comune), la bocciatura tecnica sarebbe solo una strategia per impedire che il consiglio comunale arrivi a discutere della proposta delle due associazioni mentre per Francesco De Pasquale del Movimento5Stelle, il parere degli uffici, firmato dal dirigente Tonelli, conterrebbe valutazioni non prettamente tecniche e commenti inadeguati.

Nel corso della commissione di ieri mattina l’assessore al marmo Andrea Vannucci ha confermato che l’amministrazione sta procedendo alla stesura di una sua riforma del regolamento degli agri, “senza aspettare la Regione”, come noto impegnata nella revisione della legge sulle attività minerarie: «C’è un confronto costante, sappiamo cosa vuol fare la giunta regionale e quindi, noi procediamo», ha dichiarato l’Assessore al marmo.

Con il regolamento in essere, lo ricordiamo, ogni giorno che passa i presunti proprietari di frazioni di cava, o di cave intere in regime di “bene estimato”, risparmiano circa undicimila euro di canone di concessione. Proprio così: 11mila euro al giorno di mancato incasso per le casse comunali.

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