Il Tirreno

Nascono comitati e assumono i vigilantes

Nascono comitati e assumono i vigilantes

È partita la corsa a comprare sistemi d’allarme: «Ma non tutte le famiglie possono permetterselo»

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MASSA. Se i ladri entrano in casa tua non dormi più. Se entrano una, due, magari tre volte, sei vittima del terrore. E, per goderti un sonno tranquillo, sei disposto a fare di tutto. In via Vaccà, in via Castagnara, a Romagnano, in via dell’Acqua, via Poggiolo, Sotto Poggiolo, sotto Ponte il sonno è diventato un miraggio. Per andare a letto a cuor leggero tocca pagare. O sborsi i soldi per installarti un efficiente sistema d’allarme o paghi un servizio di vigilanza privata. In ogni caso, devi mettere mano al portafoglio. E non è casuale, forse, il nome del gruppo facebook ideato da Alfonso Baldi (Perchè devo installare un allarme?). Lui è il promotore di un comitato a Romagnano, ha raccolto una novantina di firme e presto incontrerà i residenti di via Sottopogggiolo.

Sul social network ha creato una piattaforma di riferimento per chi con i ladri è costretto a convivere. Gli “amici” si stanno moltiplicando. «Una trentina di famiglie - racconta Alfonso - che vivono lungo via Vaccà hanno assunto vigilantes. Hanno speso un centinaio di euro il mese per dormire tranquilli. Poi - prosegue il promotore del comitato - si sono resi conto che i ladri, con arguzia, tenevano d’occhio il passaggio dei vigilantes per definire le loro strategie. Così molti hanno deciso di installare l’allarme». E mettersi nuovamente le mani in tasca: «Ma c’è chi non può permetterselo».

Le proposte fioccano. Parola di Galeano Fruzzetti, padre del comitato di via Sotto Poggiolo: «Siamo in un’economia di mercato, così non facciamo altro che ricevere telefonate per l’installazione di impianti o per servizi di vigilanza privata. Cosa del tutto normale - ammette con un po’ di rammarico - in economia di mercato, ma essere costretti a spendere per garantirsi la tranquillità in casa propria è svilente». Eppure le altre strade sono già state tutte percorse: residenti che si aiutano reciprocamente, che controllano non solo il proprio “orticello”, ma anche quello del vicino, luci di patii, cortili e giardini sempre accese. Ma nulla.

Ecco quindi che si fa gruppo, ci si relaziona con le istituzioni all’unisono, si pratica la strada del comitato e della raccolta firme e - soprattutto - e ci si affida alla tecnologia - l’allarme - magari anche alla più sofisticata, con la speranza che non fallisca. c.s.

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