Il Tirreno

M5S: «Acqua, sbagliato il calcolo della tariffa»

M5S: «Acqua, sbagliato il calcolo della tariffa»

I grillini: «Non è stato rispettato il referendum e così sulla bolletta grava anche il profitto per la società. Odiosa gabella per certificare la residenza»

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MASSA. Gaia, anzi l’Ato (l’ente che riunisce i Comuni e che determina le tariffe dell’acqua) nel mirino di utenti e non. Ci sono intanto due candidati a sindaco, Stefano Benedetti e Alessandro Amorese che hanno messo nel loro programma elettorale l’uscita da Gaia. Ci sono poi grillini che pongono una serie di questione politiche e pratiche non da poco, contestandotanto per cominciare il metodo per il calcolo delle tariffe dell'acqua adottato da Ato1 nel 2011, e riapprovato per tutta la Toscana il 30 Aprile 2013.

«Un metodo -scrive il Movimento 5 Stelle . che viola il referendum del 2011 come anche appurato dal Consiglio di Stato che ha imposto l'obbligo di restituzione di quanto indebitamente incassato dai gestori per il periodo luglio 2011 - 31 dicembre 2012».

I grillini ricordano che «all'atto del totale subentro di Gaia nella gestione del servizio idrico del Comune di Massa l'Ato 1 creò una tariffa transitoria per il solo 2013 con lo scopo di non incidere troppo durante l'imminente campagna elettorale per le elezioni comunali, ma è già previsto che le alte tariffe subiranno un ulteriore aumento nel 2014. Come cittadini - insistono - siamo sconcertati dalle scelte fatte dall'allora "felicemente compatta" amministrazione Pucci che ha deciso di continuare a far pagare la quota cancellata dal referendum. Quota che dal 30 aprile è stata reintrodotta con un diverso nome. La responsabilità in Toscana è del PD e delle sue forze alleate, a Massa è di Giuliano Minuto (GAIA e 28Aprile), del sindaco Pucci, dei suoi consiglieri e degli assordanti silenzi dei suoi assessori Gabrielli, Ofretti, Della Pina, tutt'ora fedeli, e Nardi, Vivoli, Coppa, che nonostante facciano ancora parte della giunta pucciana attualmente sono nella coalizione per Volpi, anch'egli silenzioso».

La querelle non è solo politica visto che in questi giorni, come abbiamo più volte testimoniato su queste colonne, ci sono decine di segnalazioni sui disservizi nelle bollette di Gaia. Segnalazione raccolte anche da M5S: «Persone non allacciate alla fognatura che pagano ugualmente fogna e depurazione, depositi cauzionali addebitati a persone con la domiciliazione bancaria o postale, persone residenti che pagano come non residenti. Per dimostrare la residenza inoltre ai cittadini è stato richiesto un certificato con pagamento della marca da bollo al posto dell'autocertificazione gratuita. Sarebbe bastata una semplice convenzione Comune-GAIA.

Possibile che nell'era di Internet, Comune e Gaia Spa non abbiano ancora condiviso i dati degli utenti residenti?

Il Movimento 5 Stelle ha già inoltrato la questione ai propri parlamentari che chiederanno nelle sedi deputate: il rispetto dell'esito referendario con l'eliminazione dei profitti dalle bollette dell'acqua, una nuova concezione di tariffa che veda l'acqua come un diritto e non come una merce in vendita, l'approvazione della legge sul Servizio Idrico proposta dai Movimenti per l'Acqua Bene Comune e la ripubblicizzazione della Cassa Depositi e Prestiti per favorire gli investimenti di finanza pubblica in questo settore. E' obiettivo del M5S di Massa stabilire con precisione le quote illegittimamente percepite e a tal proposito ha richiesto la documentazione utile all'Ato1, per effettuare i relativi conteggi e valutare azioni a tutela degli interessi dei cittadini.

Sono 6 anni che il M5S preannuncia questi problemi ed evidenzia che nessuno in consiglio comunale si è mai attivato per prevenirli e per trasformare GAIA Spa in azienda speciale consortile, con rappresentanza dei cittadini e dei lavoratori all'interno degli organi di indirizzo e controllo.

Punti che invece sono presenti nel nostro programma per le elezioni comunali».

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