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La Casa Rossa avanti tutta

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Il consigliere Aliboni: «Si chiude un occhio sull’illegalità»

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MONTIGNOSO. Dal 5 ottobre 2012 la ex casa cantoniera, sull'Aurelia, anche conosciuta come la 'casina rossa' è occupata da un gruppo di giovani che ne hanno fatto un centro sociale vero e proprio. L'atto, illegale, è però tacitamente avallato, pare, dall'Anas, proprietaria dell'immobile, che ha più volte ricevuto la segnalazione dell'occupazione abusiva, senza prendere nessuna iniziativa in merito. L'Anas ha anche ricevuto, parecchi mesi fa, la richiesta dell'amministrazione comunale di Montignoso di concedere al comune di diventare affittuario dell'immobile, per consentire la messa in sicurezza della casina rossa, lo sgombero dagli 'abusivi' e la messa in piedi di un bando regolare per l'assegnazione della struttura e la futura gestione, magari proprio agli stessi giovani compagni che oggi occupano l'immobile.

L'operazione, secondo il comune, non sarebbe costata molto e ci avrebbero guadagnato tutti, compresi i compagni, che avrebbero potuto ottenere la Casina rossa con regolarità e ufficializzazione. Ma l'Anas non ha mai risposto alla proposta del comune, che dunque è rimasto fermo. Intanto i giovani continuano nell'occupazione dell'immobile poiché nessuno del territorio ha il potere di cacciarli via (soltanto una denuncia dell'Anas potrebbe) e siccome non fanno del male a nessuno la situazione viene tollerata da tutti.

Anzi: il centro sociale della casina rossa riceve i complimenti e i riconoscimenti da tutto un popolo, una generazione ribelle e antagonista, che vede l'esperienza dei centri sociali fallire in tutta Italia, per mancanza di spazi, mentre a Montignoso questa realtà è ormai consolidata, nonostante sia nata da un atto illegale.

«Oggi c'è una diversa consapevolezza- scrivono i giovani della casina rossa sui blog e social network-; il percorso politico dei Centri Sociali ha fallito in gran parte delle città italiane, ma a Montignoso stiamo provando a mettere in atto qualcosa di straordinario, che rompa l'ordinarietà dei nostri stanchi luoghi di provincia». Gli oppositori non mancano.. Il consigliere comunale Andrea Aliboni (Fratelli d0Italia) rimarcda lo «stato di assoluta illegalità» e «la complicità delle istituzioni».

«Qualunque commerciante o ristoratore - attacca - ben conosce il lungo e snervante iter burocratico necessario per organizzare una serata di karaoke o di musica dal vivo, le stringenti norme igienico-sanitarie da rispettare per aprire un locale e servire degli alimenti.Norme che evidentemente valgono solo per alcuni.La Casa Rossa organizza infatti da mesi, senza alcuna autorizzazione e incurante di qualsivoglia norma, concerti, pranzi e cene con bar. La situazione è stata più volte segnalata agli enti di controllo competenti ( SIAE ed ASL) ma gli stessi controllori così solerti nel fare multe a sagre di paese e locali, in questo caso si sono dimostrati restii ad intervenire, chiudendo un occhio o per meglio dire tutti e due».

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