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Il giudice Ferri sottosegretario alla giustizia

Il giudice Ferri sottosegretario alla giustizia

Venticinque anni dopo la nomina del padre Enrico a ministro un altro Ferri al governo, in un ruolo chiave e delicato

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PONTREMOLI. Venticinque anni dopo il papà Enrico, che fu nominato ministro dei lavori pubblici nell’aprile del 1988, Pontremoli ha un altro suo cittadino illustre al governo: il giudice Cosimo Ferri è stato infatti nominato sottosegretario alla giustizia. Una carica di assoluto prestigio per il giudice del tribunale di Massa, spesso distaccato alla sezione di Carrara, segretario di Magistratura Indipendente, re delle preferenze nel rinnovo delle cariche dell’Anm, l’associazione dei magistrati. A 46 anni, quindi, proprio l’età del padre quando fu chiamato a guidare il ministero dei lavori pubblici, un altro Ferri al governo, e in un ruolo particolarmente delicato e importante visto che proprio quello della giustizia, nell’ambito di una alleanza fra Pd, Pdl e Scelta Civica sarà un argomento chiave.

Ma a Cosimo Ferri il riconoscimento di equilibrio e capacità è unanime e bipartisan, e quindi saprà sicuramente ricoprire al meglio questo incarico. Il consiglio dei ministro ha nominato anche un altro sottosegretario, l’avvocato catanese Giuseppe Beretta, parlamentare del Pd. Quella di Cosimo Ferri è una nomina squisitamente tecnica.

Ora anche al ministero della giustizia impareranno a conoscere i suoi ritmi da stakanovista, visto che è capace di tenere udienza dalle 9 del mattino alle 20 della sera.

Di recente, era stato riconfermato segretario generale di Magistratura Indipendente. Durante il suo intervento, aveva espresso queste convinzioni: «L’Anm (l’Associazione nazionale magistrati, ndr) deve cambiare volto, rinnovarsi ed aprirsi per evitare di essere travolta da uno tsunami - aveva detto - l'associazionismo ha bisogno di rinnovamento e di proposte concrete come quelle che Magistratura Indipendente da anni porta avanti, guardando a un magistrato moderno, non protagonista, riservato, riformista, rispettoso sempre della legalità, imparziale anche nell'apparenza. Deve finire la stagione dei giochi di potere e degli effetti negativi del correntismo. Magistratura Indipendente è in forte crescita e rappresenta il 33 per cento dei magistrati e sta lavorando per costruire un'Anm diversa, attenta alla dignità del magistrato e al funzionamento della giustizia. Non seguiremo mai un'Anm che fa politica e non sindacalismo e chiediamo al Csm più trasparenza e tempestività nelle nomine dei direttivi». Ora queste sue convinzioni è chiamato a portarle nella compagine governativa e al ministero. Cosimo Ferri era stato anche campione di preferenze nelle elezioni per il rinnovo dell’Anm, collezionando ben 1.199 preferenze.

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