Il Tirreno

Agli ex Aimeri mancano due stipendi

Agli ex Aimeri mancano due stipendi

La Fp Cgil alle amministrazioni: «I risparmi effettuati per i mesi di emergenza diamoli ai settanta lavoratori»

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AULLA. Nei nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2012 fu emergenza rifiuti in Lunigiana, il tutto a causa dei disservizi provocati dalla ditta Aimeri, che svolgeva materialmente la raccolta dei rifiuti per conto dell'Unione di Comuni montana della Lunigiana.

Ma gli strascichi di quella indecorosa situazione si fanno sentire ancora oggi. Non dal punto di vista dell'abbandono di rifiuti ai margini delle strade, visto che il servizio di raccolta, con l'uscita di scena dell'Aimeri, è migliorato, ma dal punto di vista degli stipendi degli operai che di quel servizio si occupano.

Infatti, i circa settanta operai che ora lavorano alle dipendenze dell'associazione temporanea di imprese costituita dalla società cooperativa Arca di Cascina di Pisa e dalla società a responsabilità limitata San Germano di Pianezza di Torino, sarebbero ancora in attesa degli stipendi di novembre e dicembre scorsi.

Ad affermarlo è la segreteria provinciale della Funzione Pubblica della Cgil: «Stiamo assistendo in Lunigiana, sugli organi di stampa, da parte delle forze politiche e di consiglieri comunali ad un dibattito sulle somme risparmiate dai Comuni nel contenzioso con l'Aimeri. Però, ci sembra che in questo dibattito ci si dimentichi che i soldi risparmiati, gran parte se non la totalità, sono quelli che ancora oggi devono percepire i lavoratori ex Aimeri, i quali, nei giorni di novembre e dicembre, erano costretti a raccogliere rifiuti fuori dai cassonetti stracolmi per le inefficienze dell'Aimeri. Difatti, i circa settanta lavoratori – prosegue il documento a firma di Paolo Guerra della Fp/Cgil – devono ancora percepire due stipendi e la liquidazione; quindi, sarebbe forse opportuno, prima di fare accordi con l'azienda Aimeri, avere presente la situazione dei lavoratori che hanno permesso in quei mesi una raccolta che non ha gettato i cittadini e i Comuni nel caos». Va sottolineato, infatti, che fu il grande senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori in quei giorni caldi sul fronte dei rifiuti ad evitare che la situazione precipitasse. «Invitiamo, pertanto, le Amministrazioni comunali e l'Unione di Comuni montana della Lunigiana, ove esistano le possibilità, visto che ci sono dei decreti ingiuntivi in corso, ad attivarsi in modo che i Comuni stornino i soldi della Tarsu già incassati e li diano principalmente ai lavoratori, i quali hanno dimostrato nella vicenda – conclude la segreteria provinciale della Fp/Cgil – uno spirito di servizio e tutela dell'interesse pubblico che non deve essere mortificato».

Ricordiamo che pochi giorni prima dello scorso Natale, il presidente dell’Unione di Comuni, Cesare Leri, circondato da sindaci e rappresentanti dei Comuni lunigianesi presso la sede aullese dell’ente montano, annunciò ufficialmente la risoluzione consensuale del contratto fra la ditta Aimeri e l’Unione. Dallo scorso 29 dicembre, quindi, l’Aimeri non è più l’impresa incaricata di portare avanti la raccolta dei rifiuti per conto dell’Unione di Comuni. A subentrarle, dopo la gara d’appalto, è stata una associazione temporanea di imprese costituita dalla società cooperativa Arca di Cascina di Pisa e dalla srl San Germano di Pianezza di Torino.

Gianluca Uberti

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