Sicurezza
Villafranca, sì alla fusione con Bagnone
Via libera del consiglio comunale al progetto che entro settembre sarà sottoposto al vaglio del referendum popolare
VILLAFRANCA. Tutto è andato come programmato.
Nel consiglio comunale di lunedì sera è stato votato, all’unanimità, il processo di fusione tra le due realtà amministrative tra Bagnone e Villafranca.
Si conclude, in questo modo, il secondo passo dell’iter istituzionale. I paletti temporali fissati, sono stati rispettati, la richiesta passa quindi alla Regione Toscana in attesa che venga certificata. Anche questa sarà una prassi da considerarsi d’ufficio, visto che, molto probabilmente, non saranno posti veti per la nascita della nuova municipalità.
Manca l’ultimo step che sancirà ufficialmente l’unione, il referendum verrà effettuato entro il 30 settembre. Come già in precedenza fatto dal sindaco di Bagnone, Gianfranco Lazzeroni, anche il collega villafranchese, Pietro Cerutti, parla di svolta storica: «Quello che noi abbiamo votato – dice il primo cittadino – altro non è che un’istituzionalizzazione di un rapporto che da sempre esiste tra le due cittadine. Da sempre Bagnone e Villafranca hanno condiviso una storia comune, fatta di scambi commerciali, di servizi comuni e di legami sociali che hanno travalicato i confini di pertinenza. Rappresenta il risultato più importante, che aggiunge valore alle due amministrazioni. Siamo orgogliosi di avere proposto questa iniziativa e siamo contenti che dall’altra parte ci sia stato il consenso. Rappresenta una risposta forte, sia dal punto di vista amministrativo che economico, a quelle esigenze del territorio, messo in subbuglio dalla situazione economica attuale. Siamo stati fortunati a trovare una così grande coesione su un tema così delicato. Sono sicuro che quello che ora è una novità, diventerà presto un fenomeno contagioso. Sempre più comuni seguiranno il nostro esempio e si potrà migliorare la qualità della vita del cittadino grazie alla nuova caratura del Comune che nascerà. Anche dal punto di vista delle tariffe troveremo un punto di contatto tra quelle esistenti nei due territori».
Lo scorso venerdì, il consigliere di minoranza, Luciano Veroni, aveva lanciato una frecciata all’amministrazione comunale di Villafranca, o meglio alle sue casse, affermando che il dissesto non si era ancora arginato.
A rispondere a questa affermazione ci ha pensato Massimo Romiti, assessore al bilancio, che ha presentato il consuntivo del 2012.
Le cifre mostrano una ripresa sia dal punto di vista gestionale, ovvero una razionalizzazione dei costi, che dal punto di vista strutturale. Il rendiconto economico mostra una situazione, in lento, ma progressivo miglioramento. Grazie al risparmio effettuato e alla cessione dell’area carburanti, il bilancio è in attivo per 593mila euro. Il debito pregresso, la spada di Damocle che pendeva sui conti pubblici, scende 1 milione e 680mila euro, dai 2 milione e mezzo iniziali.
Un passo alla volta quindi ci si avvicina alla cancellazione del debito e con la fusione le forze, così come l’impegno, dovranno essere raddoppiati.
Tornando poi alla fusione tra Villafranca e Bagnone, da rilevare che dopo l’ok dato in sede di consiglio comunale dai «cugini» bagnonesi, si sono levate voci di opposizione verso tale progetto, condotte da un neonato comitato (che si dichiara apartitico) di Bagnone, il cui portavoce è Michele Olivieri.
Cristiano Borghini
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