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LO SCONTRO

Varese: la Cisl sputa sentenze Mastorci: centrato il bersaglio

AULLA. Prosegue lo scontro a distanza fra la Cisl e il presidente della Società della Salute, Riccardo Varese. Quest'ultimo aveva usato toni duri, affermando che la Cisl non aveva richiesto l'apertura...

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AULLA. Prosegue lo scontro a distanza fra la Cisl e il presidente della Società della Salute, Riccardo Varese. Quest'ultimo aveva usato toni duri, affermando che la Cisl non aveva richiesto l'apertura di alcun tavolo sulla questione delle case di riposo in Lunigiana.

Adesso è il segretario generale della Funzione pubblica della Cisl di Massa Carrara, Enzo Mastorci, a sottolineare di non intendere rispondere alle parole di Varese: «Però, dalla reazione possiamo ritenere che la Cisl abbia centrato il bersaglio».

E mentre Mastorci, di fatto elogiandolo, fa notare che il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, «apre al confronto», invitando a lasciare «urlare gli altri, perché noi abbiamo a cuore il futuro delle Rsa sia pubbliche che private», si fa sentire nuovamente Varese, il quale non fa un solo passo indietro: «Questi della Cisl sanno soltanto sputare sentenze. Intanto, voglio che la gente sappia che la richiesta ufficiale di aprire un tavolo sulle case di riposo mi è giunta soltanto lunedì scorso. Purtroppo, con i preconcetti non si va molto lontano e io preferisco non averne».

Tornando al nuovo documento della Fp/Cisl, in questo Mastorci sottolinea: «Abbiamo perso tre anni per mettere a punto un progetto di recupero dei pazienti fuori Provincia e fuori Regione, ed era stata proprio la Conferenza dei sindaci della Lunigiana e della SdS a lanciare la proposta. Se il presidente ha le idee così chiare ci informi, ci dica qual è la soluzione ideale; Cisl Funzione pubblica e Cisl Pensionati a novembre 2012 scrissero a tutti i sindaci per stigmatizzare le preoccupazioni occupazionali e dei servizi sia essi sanitari o di altra natura. Evidentemente avevamo capito prima di altri quale poteva essere lo scenario futuro, ma chi governa la situazione ha preferito soprassedere ed ora la situazione è diventata incandescente. Stiamo assistendo alla morte dei servizi in Lunigiana e non solo quelli sanitari o socio sanitari».

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