Sicurezza
Commissione Cava Fornace, il M5S sta fuori
Il sindaco allarga da cinque a otto i componenti ma Lenzetti dice no: regolamento non rispettato
MONTIGNOSO. I consiglieri del movimento 5 Stellei hanno diritto ad avere un rappresentante nella commissione di controllo delle attività di Cava Fornace: lo ha stabilito il Consiglio di Stato, che di fatto accolse, qualche mese fa, il ricorso presentato dallo stesso Movimento 5 Stelle contro una precedente sentenza del Tar della Toscana che aveva respinto la richiesta cautelare di sospensiva del provvedimento che escludeva i grillini. Ma oggi i Cinque Stelle montignosini questo diritto, riconosciuto da una sentenza di secondo grado, hanno deciso di non esercitarlo, votando contro il provvedimento che di fatto li reintegrava in commissione.
I fatti si sono svolti così: lunedì mattina il consiglio comunale di Montignoso è stato chiamato a rimettere ordine nella vicenda, intricata, che aveva visto escludere il componente dei 5 Stelle, il consigliere Paolo Lenzetti, da una delle commissioni più importanti del territorio, quella appunto che si occupa della ex cava Fornace. Su proposta del sindaco Narciso Buffoni la commissione di Cava Fornace – che prima prevedeva 5 membri, tre appartenenti alla maggioranza e due espressi dall’opposizione (numero di componenti ed equlibrio simile a quello di tutte le altre commissioni consiliari) – è salita ad otto membri. La commissione in formaot large è stata adottata per consentire non soltanto il reintegro, sancito dalla sentenza, del rappresentante grillino, ma anche di quei tre gruppi consiliari che originariamente non ne facevano parte.
La “sanatoria” però non è piaciuta al Movimento 5 Stelle che da solo vota contro la proposta. Proposta che, naturalmente, è stata approvata in quanto gli altri gruppi hanno detto sì. Il sindaco adesso aspetta che ogni gruppo consiliare fornisca il nominativo del rappresentante che ha intenzione di mandare in commissione, grillini compresi.
Lenzetti, 5 Stelle spiega: «Come al solito le regole non vengono seguite; le commissioni speciali sono come le commissioni canoniche, devono seguire lo stesso regolamento, dunque avere cinque membri. Il sindaco avrebbe dovuto quindi prima reintegrare me, ottemperando ad una sentenza del Consiglio di Stato e soltanto dopo aprire una commissione a statuto speciale a cui non mi sarei opposto, che avrebbe, a quel punto sì, potuto accogliere non soltanto tutti i gruppi consiliari, ma anche rappresentanti della società civile e degli ambientalisti, come il Movimento 5 Stelle da sempre auspica. Invece come al solito le regole per questo comune sono una baggianata. È per questo che io ho votato contro quel provvedimento». (mda )
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