Finanza
Cava bloccata, 3 lavoratori perdono il posto
Asl e Comune bocciano il nuovo piano triennale di coltivazione, la ditta Tedeschi fa ricorso al Tar
CARRARA. Un piano di coltivazione, triennale, di cava “bocciato” da Asl e Comune. Due superperizie, presentate dai legali della ditta del lapideo Dante Tedeschi export srl, e un ricorso in atto al Tar, sempre da parte dell’azienda di marmo contro quello che viene definito un provvedimento ingiustificato. Ma, soprattutto, tre lavoratori che hanno perso il posto a causa del parere negativo di Asl e Comune al piano di coltivazione triennale.
Una vicenda complessa che vede affrontarsi, davanti al tribunale amministrativo, da una parte la Dante Tedeschi export (rappresentata dagli avvocati Antonio Andreani, Riccardo Diamanti e Francesco D’Addario, e il Comune ( che si è affidato ai legali Marina Vannucci e Sonia Fantoni).
Nel mirino la negata autorizzazione all’esecuzione dei lavori di escavazione (previsti in un piano triennale) nella casa numero 59, Crestola C.
Un’istanza nel gennaio del 2011 aveva fermato l’attività della cava, C’era stata la messa in sicurezza e, nel giugno dello stesso anno era stato revocato il fermo. A quel punto la ditta tedeschi ha presentato istanza di autorizzazione al piano di coltivazione triennale che è stata rigettata (nel novembre 2012) da Comune e Asl. Anche alla luce di due super perizie di parte, dell’ingegner Gianpaolo Giani, docente di geotecnica e stabilità dei versanti all’Università di Milano, e Francois Descoeures dell’Apfl di Ginevra, il parere è rimasto negativo.
Nel frattempo è passato quasi un altro anno di attività bloccata e con l’aggravio di tre dipendenti (l’attività di cava era già stata ridotta con il primo femro) a casa.
Di qui la decisione di rivolgersi al tribunale amministrativo contro quello che dai legali della ditta del lapideo Tedeschi srl viene considerato un provvedimento ingiustificato.
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