Il Tirreno

«Resti a Carrara l’ufficio del giudice di pace»

«Resti a Carrara l’ufficio del giudice di pace»

La giunta chiede al ministero di mantenere il servizio accorpandovi anche quello di Massa

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CARRARA. C'è ancora uno spiraglio per mantenere il giudice di pace a Carrara. La strada l'ha intrapresa l'amministrazione comunale con una delibera di giunta per prendere ufficialmente i contatti con il Ministero della Giustizia e con l'Amministrazione di Massa. Perché la possibilità di tenere gli uffici in città è legata al trasferimento a Carrara dell‘Ufficio del Giudice di Pace di Massa. La strada è quindi accorpare i due attuali Uffici del Giudice di Pace in un unico Ufficio presso l’attuale sede di Carrara.

La giunta ha approvato la delibera per chiedere al Ministero della Giustizia di mantenere l'Ufficio del Giudice di pace garantendo, il Comune, la copertura delle spese necessarie di funzionamento e di erogazione del servizio di giustizia, compreso il fabbisogno del personale amministrativo.

E al contempo la giunta si «si riserva di definire con l’Amministrazione comunale di Massa gli accordi per addivenire all’accorpamento degli attuali Uffici del Giudice di Pace dei due Comuni in un unico Ufficio presso l’attuale sede di Carrara e di svolgere i conseguenti necessari adempimenti».

A Carrara l'ufficio del giudice di pace così come la sede distaccata del tribunale di San Martino sarebbero destinati ad essere chiusi come previsto dalla "Manovra economica Bis" e dai decreti legislativi approvati nel settembre dello scorso anno.

Nello specifico dai decreti “Nuova organizzazione dei Tribunali Ordinari e degli Uffici del Pubblico Ministero” e “Revisione delle Circoscrizioni Giudiziarie- Uffici dei Giudici di Pace”. In provincia dovrebbe restare solo il tribunale di Massa con la chiusura anche della sede distaccata di Pontremoli. Ma a questo punto si apre lo spiraglio per tenere a Carrara l'Ufficio del giudice di pace.

Secondo la giunta, la soppressione di questo servizio a Carrara, «provocherebbe gravi disagi logistici per i cittadini, soprattutto quelli che possono esperire la difesa personalmente in considerazione al limitato valore della causa, nonché pesanti ripercussioni negative in termini economici sull’intera comunità, in considerazione del venir meno del flusso giornaliero dei soggetti coinvolti dall’attività dell’Ufficio stesso».(l.b.)

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