Il Tirreno

Scattina (Fds)

Perplessità sull’accordo di programma fra Comune e Asl

CARRARA. «Martedì 23 aprile, è stata distribuita ai consiglieri comunali una proposta di deliberazione di modifica dell’Accordo di Programma tra Comune e Asl in vista della realizzazione del Nuovo...

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CARRARA. «Martedì 23 aprile, è stata distribuita ai consiglieri comunali una proposta di deliberazione di modifica dell’Accordo di Programma tra Comune e Asl in vista della realizzazione del Nuovo Ospedale delle Apuane, da discutere il giorno successivo nella seduta di tre Commissioni (Sanità, Urbanistica e Bilancio). Il documento, è stato elaborato solo in sede “esecutiva” dal sindaco e dalla giunta, senza coinvolgimento delle commissioni o dei capigruppo. Un metodo che lascia molto perplessi», dice il consigliere Giuseppe Scattina (Fds). «Gli accordi non erano questi. Circa due mesi fa in commissione Sanità, presente il sindaco, era stato stabilito di rivederci per discutere sul trasferimento totale del Distretto Sanitario alla Scuola “Da Vinci”, lo spostamento degli studenti di questa alla “Leopardi” e il riutilizzo della sede dell’ex Gil». Scattina esprime altre perplessità: «Nello schema proposto dalla giunta si dice di voler affidare all’Asl, in comodato d’uso per 50 anni, 3000 metri quadrati della Da Vinci per collocarvi la Casa della Salute di Avenza. L’Asl, in cambio, si impegna a pagare  subito 500.000 euro (che serviranno al Comune per la ristrutturazione della “Leopardi” ). Si tratta di 833 euro al mese, per i prossimi 50 anni.  Un po’ poco, mi sembra».

«In base a quali calcoli l’Asl dice che basterebbero 3000 metri quadri per la realizzazione della Casa della Salute nella Da Vinci? E’ stato calcolato adeguatamente che nella “Da Vinci” dovranno essere trasferiti anche tutti gli ambulatori e i servizi oggi funzionanti nell’ex GIL o c’è qualche progetto di dirottarne una parte altrove?». Scattina pensa che occorrano proposte a più ampio respiro. E propone che il Comune acquisti dall’Asl la struttura oggi in costruzione a Fossone e destinata al Polo della Prevenzione provinciale, per trasformarla in Casa di Riposo. «Incassando tale somma l’Asl non dovrà vendere l’ex Gil di Avenza che potrebbe, in tal modo, far diventare la sede provinciale del Polo per la Prevenzione». «Molti diranno: l’amministrazione non ha il denaro per comprare la struttura di Fossone! C’è quindi da chiederci il motivo per cui un Comune come il nostro che ha le cave di marmo non ha tali somme o non ha la possibilità di stipulare un mutuo». Scattina allarga l’analisi i «debiti contratti con la Strada dei Marmi. Non se ne vuole contestare il valore, ma il fatto che i costi debbano gravare interamente sulla collettività che non ne ricaverà per i prossimi anni neanche un euro di pedaggio, invece che su chi ne usufruisce, gli imprenditori del marmo».

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