Il Tirreno

Musica a tarda notte, no alla zona franca

Musica a tarda notte, no alla zona franca

I tecnici bocciano la proposta su viale Vespucci: vincoli di legge e del piano dell’arenile. Idea: “Isole” alla Rotonda e sul molo

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CARRARA. La “zona franca” per la musica fino a tardi, su Viale Vespucci, non s’ha da fare: lo hanno spiegato l’ingegner Franco Fini, responsabile del settore Ambiente del Comune e l’ingegner Marco Angeloni di Società Ambiente, alla commissione Attività Produttive, impegnata nella revisione del Piano Acustico comunale. La bocciatura complica i progetti per l’estate, che ha l’amministrazione la quale, incassata una rara convergenza tra maggioranza e opposizione, aveva sperato di risolvere il problema della “movida” a Marina istituendo su viale Vespucci una “zona franca”, per consentire agli stabilimenti balneari di organizzare feste fino a notte fonda: è là, dopo la mezzanotte – orario di coprifuoco per le iniziative in centro – avrebbero dovuto confluire i giovani, lasciando ai residenti del centro di Marina la possibilità di riposare tranquilli.

A mettere i bastoni tra le ruote al progetto ci si è messa però la normativa nazionale, la legge 447 del 1995: Fini e Angeloni hanno spiegato infatti che la classificazione delle varie zone acustiche (dalla I, quella con maggiori vincoli sui rumori, alla VI, cioè quella meno tutelata adibita quasi esclusivamente ad attività industriali, ndc) è soggetta a vincoli ben precisi, legati anche alla destinazione urbanistica delle aree. In base a queste limitazioni, dunque, non solo il quartiere attorno a via Rinchiosa potrà essere portato al massimo in classe IV (guadagnando di fatto pochi decibel di libertà in più, visto che attualmente è in III) ma anche la zona degli stabilimenti rimarrà comunque soggetta a orari e soglie di emissioni, quelle previste dalla classe IV.

L’idea della “zona franca”, in sostanza, non è attuabile anche perché il piano dell’arenile sancisce la possibilità di realizzare strutture ricettive all’interno degli stabilimenti balneari: e poiché qualche bagno si è effettivamente dotato di camere da letto, viale Vespucci, non può andare oltre la classe IV. Altrimenti verrebbe disturbato il sonno dei villeggianti.

Obiezioni tecniche, quelle illustrate dal dirigente Fini, che hanno fatto letteralmente saltare sulla sedia i consiglieri comunali della commissione attività produttive: «Mi chiedo come facciano a Rimini, andrò personalmente a vedere», ha commentato alludendo alle celebri “notti brave” della riviera romagnola, Giuseppe Bergitto (Carrara Futura), uno dei più accesi difensori della “zona franca”.

«A Rimini non so cosa accada, so però che al tribunale di Lucca c’è una pioggia di cause intentate dai residenti contro i locali della Versilia», ha replicato Fini, mostrando i piani acustici di Viareggio e Forte dei Marmi, praticamente identici a quello di Marina di Carrara.

In sostanza, hanno spiegato i tecnici, l’unico modo per consentire feste con musica fino a notte fonda, è quello di ricorrere – come gli anni passati – alle deroghe, e in particolare alle “deroghe ordinarie”: queste permettono una certa “libertà” su decibel e orari ma sono soggette al vaglio della Asl che, notoriamente, le approva con il contagocce.

Preso atto dei vincoli, la discussione si è spostata dal piano tecnico a quello politico: confermata la volontà bipartisan di destinare spazi del litorale ai giovani, esaminando nel dettaglio le zone acustiche di Marina, i consiglieri della commissione hanno tentato di trovare soluzioni alternative, “interpretando” la normativa nazionale. Il risultato è stata una proposta che invece della “zona franca” crerebbe alcune “oasi franche”: l’idea è quella di istituire alla Rotonda e nell’area a ridosso della passeggiata sul molo (Largo Marinai d’Italia e la spiaggia libera antistante), due “zone per pubblici spettacoli”, spazi regolamentati da una normativa ad hoc, dove si possano tenere eventi e concerti senza troppi problemi di orari e rumorosità. Il Polo Fieristico di Marina ad esempio, è soggetto a questa classificazione. Questa soluzione “mediata” ha incassato un primo via libera informale dal dirigente Fini: la commissione ha chiesto inoltre di svincolare anche viale da Verrazzano, assimilandolo alla classe V o alla classificazione del Polo Fieristico, con una modifica del Piano Acustico, su cui però Fini ha espresso qualche perplessità. Qualche risposta, sulla percorribilità legale di questo iter, dovrebbe arrivare tra pochi giorni, nel corso della seduta congiunta tra le commissioni Attività Produttive e Ambiente: come ha detto Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara), per trovare la quadratura del cerchio, «il tempo è poco e noi siamo già in ritardo».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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