Sicurezza
«Il centrosinistra? Siamo solo noi»
Alessandro Volpi: «Un progetto politico nuovo, con partiti e movimenti, che ha trovato legittimazione nelle primarie»
MASSA. «Il centrosinistra è qui, è solo qui. Non so come si potrebbe definire in termini politici la coalizione guidata da Gabriella Gabrielli. Ed è qui un centrosinistra rinnovato, con un progetto politico che mette insieme partiti strutturati come Pd, Psi, Sel, Rc, Idv, ed una realtà di associazioni e movimenti. Un progetto di partecipazione alla politica che ha avuto il suo momento più alto nella grande affluenza, 11.500 votanti, alle primarie per la scelta del candidato a sindaco».
Alessandro Volpi, punta la barra del timone politico oltre le onde della polemiche elettorali. «La città ha bisogno di risposte e soluzioni. Bisogna uscire dalla stagione delle lacerazioni, delle frizioni, delle contumelie, delle offese. Mi sono battuto per la riunione del centrosinistra e per un suo allargamento partecipativo. Le primarie sono state lo strumento, il collante: sono l’unico candidato a sindaco che si è già sottoposto ad un voto e che da questo voto ha avuto legittimazione».
La candidatura Volpi è sostenuta da sei liste (Pd, Sel, Psi, Rc, e due liste civiche) di cui due nate dai movimenti.
Spiega il professore. «Tre gli elementi caratterizzanti di queste due liste. Il primo è che sono composte da persone che hanno condiviso con me un percorso di coinvolgimento della città, di partecipazione, di incontri pubblici. Espressione quindi di una esperienza politica nuova che si è realizzata negli ultimi mesi. Secondo, gran voglia di rinnovamento. 4/5 delle liste sono composte da persone che non avevano mai fatto politica. Terzo elemento, dentro le liste ci sono le espressioni anche delle primarie».
Per Volpi è soprattutto importante il programma condiviso da tutti.
«Un programma che contiene soluzioni concrete - dice Volpi - In estrema sintesi, cito i temi più importanti . La necessità intanto di avere una macchina comunale più efficiente nella sua struttura, con 5 soli assessori; uno snellimento anche dei cda delle partecipate e soprattutto una semplificazione delle procedure che direi quasi ossessiva» . Per Volpi è importante un sitema fiscale «equo e progressivo» e una definizione delle priorità di spesa bene precisa. «Per la spesa corrente tuteleremo settore sociale e dell’istruzione, con attenzione poi al mondo dello sport. Per quanto riguarda gli investimenti, occorre un piano per la manutenzione straordinaria del territorio (scuole, palestre, strade etc) e per le opere di messa in sicurezza».
Per quanto riguarda invece il tema del lavoro, secondo Volpi sono diversi gli obiettivi da raggiungere. A cominciare dallo sblocco delle aree Sin per poi andare a mettere in moto tutti gli accorgimenti di aiuto alle piccole e medie imprese che possono essere attivati «grazie anche ai soldi messi a disposizione dalla Regione Toscana - dice Volpi - Bisogna poi impegnarci a fondo nella ricerca dei fondi europei e dovremo concepire strumenti urbanistici che siano coerenti con un modello di sviluppo che dia nuova linfa a questo territorio».
Capitolo a parte, quasi un “pallino”, Volpi lo riserva alla cultura dove chiede l’impegno della città, delle associazioni, dei suoi talenti, per una produzione in proprio di cultura. E questo visto che di soldi ce ne sono pochi.
In ogni caso Volpi guarda ad una città più aperta al confronto con i Comuni vicini, con la Toscana stessa: «La soluzione dei problemi non può essere solo cercata in casa nostra. Vanno cercate sinergie. Per esempio bisogna mettere insieme una rete di operatori per approdare ad una ipotesi di distretto turistico. Rifiuti, trasporti, acqua, servizi: serve una politica nuova».
Aronne Angelici
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