Sicurezza
Il calvario degli alluvionati Per loro la coda è doppia
Prima devono richiedere un documento in Comune, poi tornare in viale Stazione Polemiche anche per le tariffe applicate agli utenti non residenti: troppi errori
Se a novembre hai fatto i conti con il fango e magari con una casa distrutta, la notizia di uno sconto sull’acqua l’accogli a braccia aperte. Quando poi scopri che ottenerlo, quello sconto, è una bella impresa, beh allora ti scoraggi. La burocrazia la fa da padrone. Sempre. E anche per far valere un diritto tocca faticare.
Per le famiglie alluvionate sono previste agevolazioni tariffarie, le stesse che spettanoalle utenze a basso reddito: una riduzione del 50% dell’importo fatturato in bolletta. In soldoni: dovresti pagare 100, invece paghi 50. Insomma, lo sconto ti è garantito perchè l’acqua l’hai usata per ripulire dal fango casa, cortile e garage.
Anna Maria Pelliccia il peso dell’alluvione ce l’ha tutto sulle spalle. Vive in via Silcia, una delle strade più disastrate da fango e detriti. Il marito è il titolare del distributore lungo via delle Pinete, la strada chiusa dopo la demolizione del ponte sul Ricortola. Insomma, per lei e la sua famiglia le cose non vanno proprio a gonfie vele: uno sconto sull’acqua è un’occasione da non perdere. Anna Maria legge il giornale, scopre che c’è un’agevolazione di cui può godere e chiama il numero verde di Gaia: «Mi hanno detto di rivolgermi all’ufficio di viale Stazione, presentando una bolletta e un documento di identità». E lei così fa: eccola in coda, ieri mattina, nella speranza che presto tocchi a lei. È in attesa da un bel po’ quando scopre di trovarsi nel posto sbagliato. Retromarcia, altro giro, altra corsa: tocca andare in Comune. «Credevo che l’elenco degli alluvionati aventi diritto allo sconto fosse nella disponibilità di Gaia, invece a quanto pare, non è così». Anna Maria Pelliccia deve andare a Palazzo civico, farsi rilasciare un documento che attesti i danni subiti a seguito dell’alluvione e poi, con quel foglio tra le mani, tornare da Gaia. Come lei, altri sono in coda e quando scoprono che la fila dovranno rifarla, vanno su tutte le furie. E non a torto: Gaia spa è una società e tra i suoi soci ci sono i comuni. Anche quello di Massa. Possibile allora che gli uffici non abbiano fornito al gestore idrico un semplice elenco?
Stessa domanda che si pone chi ha avuto fatturazioni sbagliate per errori sulla residenza. Un anziano muore, la moglie non fa la voltura, con Enel Rete Gas paga la stessa cifra. Poi subentra Gaia, i dati dagli elenchi comunali non sono completamente esportati e scoppia il caos. L’anziano non risulta deceduto, ma non residente e la moglie si trova a pagare cifre da capogiro, come se avesse una seconda casa. E chi riceveva bollette da 30 euro, ora fa i conti con fatture da 180-200 . Vero che la voltura andrebbe fatta, altrettanto vero che, con il precedente gestore farla o non farla non comportava alcun cambiamento. E per un anziano, magari con un pensione da pochi euro, un bollettone può mandare in crisi il portafoglio. Così figli in coda per conto degli anziani genitori. Prima da Gaia, poi in banca per bloccare i pagamenti e, spesso, la domiciliazione.
Chiara Sillicani
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