Il Tirreno

«Faremo 300 nuovi alloggi popolari»

«Faremo 300 nuovi alloggi popolari»

Stefano Benedetti vuole anche istituire una moneta complementare per le famiglie bisognose

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MASSA. Uscire da Gaia, 300 alloggi popolari da costruire in 5 anni passando alla lente di ingrandimento quelli che ci sono già a caccia di chi non ha diritto. Stop al traforo della Tambura e revisione delle concessioni di cava. Via dal territorio i Rom «non gli interessa integrarsi, vivono di espedienti», tolleranza zero per l’abusivismo commerciale. E ancora una revisione dei distretti sanitari, maggiore attenzione ai servizi a domanda individuale. «Una battaglia per la legalità e contro le clientele». Ultima, ma forse prima per originalità, la proposta di una moneta complementare per le famiglie bisognose.

E’ un fiume in piena Stefano Benedetti, candidato a sindaco di una lista civica con elementi in lista di diversa estrazione politica. A cominciare da quel Pdl che gli ha preferito Stefano Caruso («ho l’appoggio del consigliere regionale Jacopo Ferri ad esempio»). Tanta gente ad affollare la sala dell’ex ristorante Conchiglia sul lungomare.

Benedetti parla a braccio, guarda con soddisfazione alla composizione della lista. «Capolista è il magistrato Roberto Bufo», ricorda. Accanto a Benedetti Francesco Mangiaracina, leader di Forza Nuova: « Siamo gli unici anti razzisti. Nel senso che siamo contro l’unica forma di razzismo realmente presente a Massa, ovvero quello contro gli italiani stessi. L’anomalia è evidente nel settore emergenza abitativa». Benedetti su questo punto promette 300 nuovi alloggi popolari in 5 anni da dare «a giovani coppie e meno abbienti, con una preferenza per i massesi».

Mangiaracina lancia invece l’istituzione di una moneta massese complementare all’euro, ovvero attribuire dei punti a una card speciale da distribuire ai cittadini che ne abbiano bisogno per gli acquisti di prima necessità.

Sempre in campo sociale, Benedetti vuole la creazione di un grande banco alimentare comunale per sostenere le famiglie che faticano ad arrivare in fondo al mese e non hanno più i soldi nemmeno per il pane, un pacco di pasta o qualche scatoletta.

Rientra nel programma di Benedetti anche l’uscita da Gaia. «Un carrozzone che ha aumentato solo le bollette con la scusa di investimenti per il rinnovamento della rete idrica», spiega. E partendo da Gaia, Benedetti annuncia un taglio netto ai costi dei consigli di amministrazione di tutte le società partecipate.

E gli assessori? «Ne farò otto. Servono per amministrare a tempo pieno una città ricca di problemi come la nostra».

Tornando alla sanità, Benedetti punta l’indice sul buco della nostra Asl «creato a causa di scopi chiaramente clientelari visto che l’unico soggetto che ha ammesso di aver preso soldi ne ha presi per un milione: ma gli gli 420, dove sono finiti? Assunzioni di figli di soliti noti e appalti».

Per Benedetti va rivisto il modello sul territorio della sanità, potenziando i distretti. «Credo necessario poi un pronto soccorso pediatrico all’Opa».

Sul tema del commercio, tra le tante cose, Stefano Benedetti punta l’indice sul mercato del martedì in via Roma: «Abbiamo avviato una raccolta di firme per farlo tornare in centro. Dove sono state fatte due bellissime piazze ma che non erano la priorità rispetto ai problemi di questa città. I banchi del mercato devono tornare in centro».

(Ar.An.)

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