Il dolore
Buca degli Sforza, dove non cresce l’erba
CINQUALE. La pioggia battente non ha fermato la terza visita guidata di Italia Nostra di Massa e Montignoso alla Buca degli Sforza ( altre visite erano state effettuate nell'ottobre 2003 e nell'ottobr...
CINQUALE. La pioggia battente non ha fermato la terza visita guidata di Italia Nostra di Massa e Montignoso alla Buca degli Sforza ( altre visite erano state effettuate nell'ottobre 2003 e nell'ottobre 2008 ).
«Purtroppo gli anni passano e nonostante tutte le promesse ed i proclami non c'è alcun segno da parte delle forze politiche di interesse per questo sito davanti all'aeroporto del Cinquale che fino agli anni '70 era una splendida zona umida cassa naturale di espansione del Canalmagro e del fosso del Sale - spiega il presidente Bruno Giampaoli - Eppure sarebbe molto meglio investire risorse economiche in questo sito, inserito già dal 1999 tra quelli da bonificare urgentemente, anziché in progetti faraonici come la foce a mare del Canalmagro, foce del tutto innaturale».
Interessanti sono state le relazioni degli ingegneri idraulici Carlo Milani e Cesare Tinelli, che hanno esposto le motivazioni storiche e tecniche per cui il loro progetto del 1995, commissionato dalla Regione Toscana, escludeva una foce diretta a mare. Tale progetto fu approvato ed in parte realizzato nel 1996, ma senza la bonifica della Buca, con il parere favorevole di tutti gli Enti interessati, compreso il comune di Montignoso, che dal 2008 spinge invece con insistenza degna di migliore causa per la foce a mare nel chiaro tentativo di eliminare dal suo territorio la scomoda presenza di questo corso d'acqua.
I partecipanti alla visita hanno potuto vedere anche i lavori fatti recentemente in comune di Massa, con l'area di espansione ben naturalizzata gestita dal WWF e lo sfioro sotto il viale litoraneo a cui peraltro la comunità montana non ha attaccato l'idrovora nonché la strozzatura idraulica , causa di tanti allagamenti, sul viale intercomunale appena entrati in comune di Montignoso ( subito dopo il canale è tombato e riappare solo dopo via Germelli).
«Ha colpito - dice Giampaoli - soprattutto il contrasto tra il bosco umido gestito dal WWF ed il paesaggio lunare nella vera e propria Buca dove crescono talora solo erbe stentate. A quando un intervento concreto di bonifica per la salute pubblica e la sicurezza idraulica?».
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