Attenzione
Al via la bonifica dell’ex area Cjmeco
Affidata a ditta specializzata la raccolta dei molti pneumatici abbandonati alle porte di Pallerone
AULLA. Chissà se all'uomo della strada è mai interessato della Cjmeco, la mega discarica a cielo aperto che si staglia, con le sue decine di migliaia di tonnellate di rifiuti, alle porte di Pallerone. Magari nella frazione aullese a qualcuno può ancora interessare, ma, come è noto, quando un problema è a casa di altri e all'apparenza chiuso, le luci della ribalta si spengono in fretta.
Ora, a riaccenderle per dare una buona notizia è l'assessore all'ambiente, Giovanni Schianchi, il quale annuncia l’inizio dell’attività di rimozione della totalità dei pneumatici presenti all’interno dell’area ex Cjmeco. Si tratta di una iniziativa nata attraverso la collaborazione tra Comune di Aulla ed Ecopneus, azienda che opera come società senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei Pneumatici fuori uso (Pfu), creata dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia.
Infatti, all’interno dell’area di proprietà demaniale sono ancora presenti ingenti quantità di rifiuti, in particolare materie plastiche e una enorme quantità di pneumatici, pari a circa 3mila tonnellate.
«Ecopneus provvederà a proprio carico – spiega Schianchi – al trasporto e allo smaltimento dei pneumatici in impianti autorizzati, mentre a carico del Comune di Aulla rimarranno il solo costo del caricamento e gli oneri per la sicurezza del cantiere. L’intervento verrà completato entro la fine di maggio. Al termine dell’intervento una parte consistente del sito verrà liberata e, soprattutto, verrà notevolmente abbattuto il rischio di incendio nell’area».
L’amministrazione comunale, quindi, coglie l'occasione per esprimere il proprio ringraziamento alla Procura di Massa, al Corpo forestale dello Stato e ai tecnici dell’Asl Massa Carrara «per la collaborazione e la sensibilità dimostrate per il raggiungimento di questo obiettivo. Questa iniziativa vuole, inoltre, riportare all’attenzione la realtà di uno scempio perpetrato negli anni, di una ferita per anni nel silenzio, che oggi trova solo una prima soluzione; al di là di ogni polemica, a partire da questo risultato, l’assessorato all’ambiente – conclude Schianchi – si farà promotore di ulteriori iniziative attraverso la presentazione di specifici progetti, per reperire finanziamenti pubblici o privati per potere continuare le operazioni di rimozione dei rifiuti».
Ricordiamo che la ex Cjmeco è una mega discarica da 50mila tonnellate (per alcuni 70mila), dove si trovano «rifiuti speciali, in gran parte costituiti da plastica e da materiali cartacei, tettoie in eternit e tubazioni in fibra di amianto, in gran parte sfilacciate, con evidente dispersione di sostanze tossiche, mentre le ampie aree boschive che circondano lo stabilimento rendono concreto il pericolo di incendi», Così si esprimevano, in un'interpellanza parlamentare del 5 novembre 2003, gli allora parlamentari Egidio Banti e Gloria Buffo, i quali accanto alla parola "discarica" scrivevano "disastro ambientale".
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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