Il Tirreno

Sos prevenzione: «Siamo allo stremo»

Sos prevenzione: «Siamo allo stremo»

Gli operatori turistici e i comitati lanciano insieme un appello a tutte le istituzioni: il territorio ha bisogno di sicurezza

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AULLA. E’ un vero e proprio appello a più voci, quello di cui si è fatto promotrice l’Associazione operatori turistici Lunigiana (Aotl, presieduta da Giovanna Zurlo) e che vede come firmatari anche numerosi altri comitati e associazioni. Un appello per chiedere iniziative concrete in vista del prossimo autunno, nel segno della prevenzioni. L’appello è rivolto al presidente della Regione Enrico Rossi, agli assessori regionali Vincenzo Ceccarelli e Anna Marson, al Presidente della Provincia (e neo commissario) Osvaldo Angeli, al prefetto Giuseppe Merendino; e ancora, al presidente dell’Unione dei Comuni Cesare Leri, all’assessore dell’Unione Paolo Grassi, ai consiglieri Regionali Loris Rossetti, Paolo Marini, Jacopo Ferri; ai parlamentari Andrea Rigoni, Laura Bottici, Sandro Bondi, Lucio Barani, Sara Paglini; a tutti i sidnaci della Lunigiana, al commissario straordinario Antonio Melara, al capo della Protezione Civile Nazionale Franco Gabrielli.

L’appello porta la firma, oltre che dell’Aotl, della Cia Confederazione italiana Agricoltori; Comitato ponte 63; Comitato rinascita Mulazzo; Comitato Zeri nel cuore; Croce verde Zeri; Comitato civile Zeri e dintorni . I firmatari chiedono un incontro «per affrontare problematiche relative al governo, la pianificazione e la messa in sicurezza del territorio». Si sottoinea nel documento: «Una cementificazione indiscriminata, una cattiva gestione del territorio unita ad una mancanza di politiche di prevenzione e di messa in sicurezza, hanno contribuito e aggravato gli avvenimenti conseguenti alle eccezionali ondate di episodi alluvionali. Eccezionalità che purtroppo, non sarà più possibile definire tale, considerando che le condizioni climatiche in questi ultimi anni, come ben sapete, lasciano presupporre mutamenti ciclici/climatici ormai forse ripetitivi e irreversibili. I danni alle infrastrutture - si ricorda - sono stati ingenti, il territorio in Lunigiana è diventato spesso letteralmente inaccessibile causando, oltre a evidenti disagi per gli abitanti, una concreta impossibilità per le aziende di operare sul territorio. L’impossibilità dei mezzi pesanti di transitare lungo le direttici stradali, ha causato difficoltà di scambio merci paralizzando, tutta l’economia della zona. I servizi fondamentali sono spesso messi a dura prova, le scuole sono difficilmente raggiungibili, come del resto raggiungere gli ospedali o luoghi di soccorso diventa ancora più complicato. Lo scenario ci appare evidentemente drammatico in un territorio già teatro di fenomeni di esodo per mancanza di prospettive di lavoro».

Scrivono inoltre: «Ci sentiamo abbandonati a noi stessi, vittime sì di una natura devastante e inclemente , alla quale però non possiamo attribuire tutte le conseguenze dei disastri causati. Crediamo infatti che le responsabilità maggiori, siano da attribuire a gestioni poco attente alle esigenze e alla sicurezza. Per tali motivi - proseguono - riteniamo sia giunta l’ora di compiere opere di prevenzione, di messa in sicurezza e di attenta gestione del territorio, onde evitare un ulteriore peggioramento della situazione. Nella profonda convinzione che probabilmente una direzione in tal senso porterebbe a lungo termine anche ad un risparmio economico. Rappresentiamo un gruppo di Associazioni e Comitati che già si sono spesi non solo per denunciare ma spesso per proporre soluzioni; in questa sede omettiamo di elencare i dossier, i documenti fotografici, perizie e i numerosi documenti che a suo tempo vi furono recapitati ma saremo pronti, se richiesto , a riprodurli laddove si ritenesse necessario. In questa sede chiediamo congiuntamente un incontro, per essere informati in merito ai progetti di prevenzione, messa in sicurezza , ai programmi di gestione del territorio, cui avrete certamente provveduto e alle tempistiche di intervento previste dato che i periodi caratterizzati dai danni alluvionali non sono lontani», concludono le associazioni e i comitati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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