Attenzione
Ma ora serve un cambio di passo e accelerare sui grandi temi
Si avvicina il primo anniversario della rielezione di Angelo Zubbani a sindaco. Amministrare una città come Carrara è complicato, tanto più dopo due alluvioni, e con un bilancio ingessato e...
Si avvicina il primo anniversario della rielezione di Angelo Zubbani a sindaco. Amministrare una città come Carrara è complicato, tanto più dopo due alluvioni, e con un bilancio ingessato e appesantito, come la Corte dei Conti ricorda spesso, dal costo della via dei Marmi.
Le difficoltà le conosciamo tutti, ma tutti conosciamo anche le potenzialità del nostro territorio. Carne al fuoco ce n’è tanta, fin troppa: nuovo piano regolatore del porto, water front, regionalizzazione del Sin, regolamento urbanistico. Tutti grandi progetti, alcuni molto a rischio (i 25 milioni per il water front si potranno recuperare almeno in parte?), altri, come l’espansione del Nuovo Pignone (ma i benefici andranno solo alla Porto Spa oppure anche il Comune e quindi i cittadini riuscirà a monetizzare qualcosa?) nell’area retroportuale sono più vicini.
Quello che però adesso, dopo un anno di “studio” e di messa a punto, di impostazione dei grandi temi, serve davvero è un cambio di passo; un’espressione mutuata dal gergo calcistico, e che in sostanza indica un’accelerata improvvisa che spiazza l’avversario e consente di arrivare al risultato con una certa fretta.
Fuor di metafora. Noi abbiamo rilanciato la nostra campagna sulle dieci spine, ma è evidente che la principale sono i beni estimati. Ha ragione il sindaco quando dice che esistono da 270 anni e che evidentemente non è così semplice estirpare questa assurda anomalia tutta carrarese, ma a volte bisogna anche rompere gli schemi, rischiare. Restando fermi così, i titolari delle presunte cave private continuano ogni giorno che passa a risparmiare 11mila euro circa di canone di concessione (4 milioni l’anno): meglio approvare presto il nuovo regolamento, prepararsi a un eventuale contenzioso, e vedremo se la Corte Costituzionale o l’Europa potranno avallare la validità di un editto del 1751 che già insigni giuristi hanno demolito.
Nell’intervista a parte il sindaco dà qualche anticipazione sulla Caravella e sul ponte della Padula, e possibili spiragli su Marble e Mediterraneo. Ma il cambio di passo che chiediamo noi e la città, su questi temi e anche su Politeama, ex Enichem, Fornace, è qualcosa di più: se le cose non si sbloccano presto, il sindaco alzi la voce, se occorre indossi anche la fascia tricolore e proceda con forza. La città lo ha rieletto al primo turno non solo per procedere in modo lineare, ma anche per andare oltre. Un esempio: il dottor Enrico Bogazzi, quello che vedeva Carrara brutta e ci avrebbe pensato lui a renderla bella con Botta, continua a traccheggiare sul Mediterraneo e lascia quella voragine a Marina? Gli si faccia causa per danno d’immagine al litorale e alla città. Così alla Syndial per i ritardi dell’ex Enichem, o ai signori del Marble. Carrara ha un territorio stupendo, non merita che qualcuno lo continui a infangare impunemente..
Massimo Braglia
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