Il Tirreno

Fusione, da Bagnone un sì all’unanimità

Presenti fra il pubblico anche amministratori di Villafranca, che domani avranno il loro consiglio

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BAGNONE. Il primo passo, che porterà alla fusione di Villafranca e Bagnone, è stato mosso nel consiglio comunale di venerdì: il via libera è stato all’unanimità. Erano presenti, tra il pubblico, anche gli amministratori di Villafranca, che hanno voluto testimoniare, con la loro presenza, quella nuova sinergia che si sta creando (il consiglio analogo a Villafranca è in programma domani sera).

Ecco le parole del sindaco di Bagnone Gianfranco Lazzeroni: «La governance locale deve reagire ai cambiamenti, non solo dal punto di vista prettamente tecnico, ma deve essere sensibile anche a quelli sociali ed economici. Cogliendo queste variabili bisogna essere capaci di farle divenire una positività per la collettività. Abbiamo trovato in Villafranca il candidato più idoneo, terminando la ricerca per quel processo di amalgama tra territori contigui. Si potrà in questa maniera rispondere in maniera efficace alle esigenze della popolazione, rafforzando quei servizi che danno sicurezza e benessere. Lo stesso dicasi per l’economia del comprensorio: bisogna sviluppare quelle potenzialità latenti, amplificarle di modo che diventino un’opportunità per lo sviluppo occupazionale e che facciano da traino alle varie matrici economiche che ne compongono la rete produttiva».

Era importante fare presto, nel 2015 la Regione avrebbe d’ufficio sviluppato le annessioni, ma cosa ancora più importante si sarebbero persi tutti quei benefici che ora invece sono garantiti. In primis l’esclusione dal patto di stabilità per tre anni. La fusione consentirebbe di usufruire delle importanti risorse che lo Stato eroga per dieci anni: il 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per il 2010. In aggiunta anche la Regione Toscana mette a disposizione 250mila euro per cinque anni. Ma non c’è solo il dato economico, già di per sé favorevole, esiste anche un altro dato politico e amministrativo: «La nuova realtà, che avrà più di 7000 abitanti e un’estensione di oltre 103 kmq, avrà un peso maggiore in sede di trattativa». Dopo il voto di Villafranca, se positivo (ma sembra proprio di sì), ci sarà la presentazione della richiesta in Regione ed infine il referendum. Saranno proprio i cittadini ad avere l’ultima parola. «Noi non decidiamo –conclude Lazzeroni- anche per i nostri cittadini, vogliamo che sia una scelta abbracciata con entusiasmo».

Cristiano Borghini

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