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Alloggi impropri: è pace fatta fra Bernardi e Bienaimè

Alloggi impropri: è pace fatta fra Bernardi e Bienaimè

CARRARA. Ci si aspettava scintille dalla commissione consigliare Sociale con all'ordine del giorno “Alloggi impropri e discussione del nuovo Regolamento Commissione Erp”. Come si ricorderà, infatti,...

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CARRARA. Ci si aspettava scintille dalla commissione consigliare Sociale con all'ordine del giorno “Alloggi impropri e discussione del nuovo Regolamento Commissione Erp”. Come si ricorderà, infatti, sulla questione il consigliere Claudia Bienaimé presentò un'interpellanza, alla quale seguì una risposta scritta dell'assessore Massimiliano Bernardi che scatenò feroci critiche anche da chi, Bienaimé per prima, trovava che nella stesura dei documenti provenienti dall'assessorato si palesassero toni razzisti e discriminatori. Fortunatamente invece, in commissione, alla presenza di Bernardi, della dirigente alle politiche sociali Daniela Tommasini, nonché di un tecnico del settore alloggi, si è riusciti a trovare un equilibrio di cui si è detta soddisfatta la stessa Bienaimé: «Sono felice - ha affermato - che le mie osservazioni siano servite a rivedere alcune modalità che continuavano a complicare un'equa assegnazione degli alloggi». Il paradosso, come ha sottolineato Roberto Conserva (Psi), che l'interrogazione del consigliere di Carrara bene comune avrebbe fatto emergere è quello che riguarda le modalità impiegate per definire un alloggio improprio. Se infatti per gli aspetti riguardanti l'antigenicità deve essere a ragione coinvolta la Asl, lo stesso non può dirsi in merito all'appropriatezza. La maggior parte dei soffitti delle case del centro storico infatti sono inferiori ai 2,70 metri d'altezza, ma questo non può farne per questo “alloggi impropri”. Per questo quindi, la prossima commissione sarà dedicata ad un confronto con Asl, al fine di determinare, collegialmente, parametri condivisi per ciò che riguarda l'idoneità abitativa. «Per questo - sottolinea ancora Conserva - propongo che, per il prossimo bando la valutazione circa l'abitabilità degli alloggi, venga affidata direttamente agli uffici comunali». Un altro aspetto della questione riguardava anche il giudizio, considerato da alcuni discriminatorio, che fossero per la maggior parte stranieri ad “approfittare” del punteggio (ben 5 punti) che un alloggio improprio può fruttare e quella che Bienaimé definì una velata minaccia: «abitare un alloggio inidoneo, dopo segnalazione alla Prefettura, può far decadere il permesso di soggiorno». «Si tratta anche in questo caso - ha aggiunto Federico Bonni (M5S) - di un altro assurdo paradosso: il problema può essere eliminato individuando chi lucra, mettendo sul mercato locali impropri, ed effettuare controlli perché lo stesso alloggio non venga dato in locazione nuovamente». (b.m.)

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