Sicurezza
Il Comune chiede 6,5 milioni di deroga
Obiettivo: pagare gli arretrati alle imprese, alla Progetto Carrara e all’Amia. Sulla Corte dei Conti accolta parte dei rilievi
CARRARA. Grazie al decreto sullo sblocco dei debiti delle pubbliche amministrazioni, i Comuni italiani potranno chiedere al governo centrale di effettuare delle spese in deroga al patto di stabilità: l’amministrazione carrarese tenterà di cogliere quest’occasione per saldare 6,5 milioni di euro di debiti, in particolare con la Progetto Carrara e con Amia, e con le imprese. La norma sullo sblocco dei debiti delle pubbliche amministrazioni prevede per i comuni la possibilità di effettuare spese in deroga al patto di stabilità, che spesso vincola anche i municipi con liquidità sufficiente a pagare i propri creditori. Secondo il decreto, le amministrazioni dovranno dettagliare le loro richieste in un documento da inviare a Roma entro il 30 aprile, a cui il governo darà risposta entro il 15 maggio: a disposizione ci sono, per tutti i comuni italiani, 5 miliardi di euro. Non tantissimi, visti i tempi che corrono, anche se la gran parte degli amministratori locali ha già definito la norma “una boccata d’ossigeno”.
L’amministrazione carrarese chiederà una “deroga” da 6,5 milioni di euro: 2,5 milioni andrebbero a saldare i debiti nei confronti delle imprese; 3,5 milioni verrebbero destinati all’aumento di capitale della Progetto Carrara, datato 2010; 500 mila euro andrebbero infine a ripagare i debiti del municipio verso Amia. Il condizionale è quanto mai d’obbligo perché, vista la cifra a disposizione – 5 miliardi per tutte le pubbliche amministrazioni del Paese – non è detto, anzi, è quasi impossibile che le richieste dei comuni vengano accolte nella loro interezza. «Quando avremo la risposta da Roma l’amministrazione deciderà come destinare le risorse a disposizione», ha spiegato Stefano Pennacchi, Dirigente del Settore Servizi Finanziari del comune di Carrara.
«Anche se non avremo tutti i soldi sarà comunque una boccata d’ossigeno, soprattutto per le imprese» ha commentato Roberto Conserva, socialista, presidente della commissione Bilancio.
L’assessore: teniamo in considerazzione la Corte dei Conti. E restando in tema di bilancio, l’assessore alle Finanze Giuseppina Andreazzoli ha sottolineato che i contenuti della pronuncia della Corte dei Conti del 18 aprile sullo stato di salute delle casse municipali, in riferimento al bilancio 2011, erano già noti all’amministrazione ed erano stati oggetto di dibattito in Commissione Bilancio, lo scorso 12 aprile. «Avevamo ricevuto il dettaglio delle ipotesi che anticipava la pronuncia della Corte. Per ora, in Toscana, altri 92 municipi hanno ricevuto segnalazioni simili alle nostre e altri devono ancora essere esaminati» ha spiegato Pennacchi, citando i comuni di Firenze, Prato, Siena e Viareggio. L’assessore Andreazzoli ha aggiunto che l’amministrazione è intervenuta per “correggere” i conti e adeguarsi, per quanto possibile, le osservazioni della Corte. La previsione, annunciata un paio di settimane fa in commissione Bilancio, è che col bilancio 2012 il municipio rientrerà sotto le soglie di allerta indicate dalla Corte dei Conti almeno per quanto riguarda la voce dei residui attivi vetusti; per quanto riguarda invece le soglie di indebitamento, con il consuntivo 2012 si dovrebbe registrare un abbattimento, non sufficiente però a portare la percentuale sotto il limite di allerta e a evitare una nuova segnalazione da parte della magistratura contabile.
Sulla segnalazione della Corte dei Conti è intervenuto anche il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani: «Ormai quasi tutti i giorni esce una classifica che ci ricorda che siamo uno dei comuni più indebitati d’Italia. Ma mentre nelle altre città arrivano Report, Le Iene e il Gabibbo da noi non viene nessuno, perché i motivi del nostro indebitamento sono chiari e tutti sanno che stiamo semplicemente pagando la strada dei marmi».
Cinzia Chiappini
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