Il Tirreno

E ora la frana finisce in Parlamento

di Manuela D'Angelo
E ora la frana finisce in Parlamento

Sopralluogo delle senatrici M5S. Il sindaco: «Serve anche il vostro impegno a far cambiare la legge di stabilità»

3 MINUTI DI LETTURA





MONTIGNOSO. Alla frana di Corsanico arrivano le senatrici 5 stelle Sara Paglini e Laura Bottici: ad aspettarle ci sono il sindaco Narciso Buffoni, l'assessore ai lavori pubblici Gianni Lorenzetti, tecnici del comune, cittadini e operai che incessantemente continuano nell'opera di alleggerimento del fronte frana.

Le senatrici guardano la frana dal basso verso l'alto: da quella posizione sembra di vedere una grande collina di detriti, terra e vegetazione; per vedere la montagna squarciata bisogna salire di 1 km la provinciale, riaperta dopo Pasqua per ordinanza del sindaco; da lì la ferita di Corsanico è esposta, aperta e sanguinante.

Il sindaco Buffoni spiega alle due rappresentanti del Movimento 5 stelle che la situazione per gli abitanti delle frazioni a monte è gravissima e pesante e che l'unica strada di collegamento con la città è stata riaperta non in completa sicurezza, per sua decisione e su sua responsabilità. Le senatrici chiedono di chi sia la "colpa" di tanto danno: «Siete di fronte ad una paleo frana antichissima ma attiva- spiega Buffoni- , che si muove da 50 anni. Qui l'unica mano dell'uomo è stata la costruzione della strada. Far fronte al problema è tecnicamente difficile, per mettere in sicurezza il monte, occorrerebbero 50 milioni di euro. Un intervento risolutivo potrebbe però averlo un progetto su Corsanico che ne costa 2,5 e che la regione sta vagliando».

Le senatrici ascoltano e prendono appunti. Chiedono la documentazione per preparare una interrogazione in senato e in parlamento. Buffoni ribadisce che non chiede soldi palliativi, anche perché sarebbero sempre meno di quelli utili, lui chiede molto di più. «Dovete impegnarvi affinché cambi la normativa sul patto di stabilità- dice Buffoni-; bisogna far in modo che i territori che rientrano nelle calamità naturali non debbano più star dentro il patto ed abbiano la possibilità di indebitamento, attraverso progetti cofinanziati tra stato e regione. Solo così si aiutano i comuni, non con qualche migliaia di euro che si perdono nei pozzi di lavori complicati e lunghissimi».

Buffoni ha ribadito alle due senatrici di non essere stato con le mani in mano dal giorno della frana, era il mese di marzo, fino ad oggi: «Mi sono fatto portavoce di una proposta assieme agli altri sindaci di piccoli comuni alluvionati, contro lo strozzamento del patto di stabilità, che verrà portata all'attenzione dei gruppi parlamentari di sinistra, di cui noi facciamo parte. Ma se anche il Movimento 5 stelle fosse interessato a farsene carico ne sarei molto contento».

«E' un dovere di chi come noi è stato chiamato a rappresentare anche una terra come Montignoso- rispondono Laura Bottici e Sara Paglini- quindi appena riceveremo tutta la documentazione prepareremo una interrogazione e la gireremo ai colleghi parlamentari. Inoltre scriveremo un appello da allegare alla vostra lettere dei sindaci, che rafforzi la vostra posizione».

Al sopralluogo era presente anche il consigliere comunale del Movimento 5 stelle Paolo Lenzetti che lunedì prossimo presenterà in consiglio una interpellanza sull'argomento che riguarderà soprattutto la riapertura della Provinciale 1. Intanto l'assessore Lorenzetti fa sapere che in regione Toscana il progetto per la messa in sicurezza del fronte frana, quello da 2,5 milioni di euro, è diventato una priorità e che l'assessore Bramerini ha promesso un'attenzione particolare a Corsanico.

La prossima settimana il comune verrà a sapere quanti soldi potrebbero essere finanziati. Dunque Montignoso rimane in attesa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa