La manifestazione
Sequestrata una tonnellata di mitili
La Guardia di finanza: minaccia per la salute se fossero finiti sul mercato
VALDI MAGRA. La Guardia di finanza ha sequestrata oltre una tonnellata di mitili (chiamati anche cozze o muscoli) allevati in zona vietata, pronti per essere immessi sul mercato. L’intervento è avvenuto nell'ambito di servizi finalizzati al controllo economico del territorio.
Gli uomini del reparto operativo aeronavale delle fiamme gialle liguri hanno individuato e smantellato quattro impianti abusivi di mitilicoltura che - abilmente occultati - occupavano ampie porzioni di specchio acqueo della rada interna di La spezia.
L'operazione di servizio, portata a termine dai militari della locale sezione operativa navale con il supporto del nucleo sommozzatori del Corpo di stanza a Genova, ha consentito di mettere a segno un importante risultato a tutela della salute pubblica.
«E’ stata scongiurata, infatti, – viene spiegato in una nota del Reparto Guardia di finanzai di Genova – l'immissione nel circuito della distribuzione illegale, di oltre una tonnellata di prodotto ittico che, allevato in violazione di ogni forma di controllo igienico-sanitario, avrebbe costituito grave minaccia per la salute degli ignari consumatori».
I mitili costituiscono da sempre uno dei frutti di mare più apprezzati dal buongustai, sulle tavole. Ma, in questo caso, quell,a tonnellata finita nel mirino delle Fiamme gialle, era stati allevati in zona vietata e quindi non igienicamente idonea.
«Da non trascurare, inoltre, – prosegue la nota - i risvolti connessi con il contrasto alle condotte commerciali sleali. I mitili sottoposti a sequestro, infatti, ove fossero stati immessi sul mercato, avrebbero procurato indebiti guadagni a venditori disonesti e contemporaneamente arrecato un non trascurabile nocumento alle imprese che operano nella piena legalita».
La Guardia di finanza, si è mossa in linea di continuità con precedenti analoghi interventi. E ritiene che anche in qeusto caso si tratti di un importante ausilio all’operaizone che ha portato al sequestrod ella tonnellata di mitili, è stato fornito dalla "Struttura della sicurezza alimentare" della Asl 5 della Spezia, con il cui personale, da diversi anni, gli uomini del servizio aeronavale delle Fiamme gialle spezzine collaborano «in perfetta sintonia d'intenti per la prevenzione e repressione nello specifico settore».
L'intero quantitativo rinvenuto negli impianti abusivi è stato sottoposto a sequestro e successivamente destinato a distruzione.
Chi ha “coltivato” i militi in zona vietata, è incorso nella violazione del Codice della navigazione per quanto attiene agli aspetti demaniali (occupazione abusiva di pubblico demanio marittimo) e nella violazione ai regolamenti (Ce) numere. 85312004 e 17812002, per quanto concerne la normativa a tutela della salute pubblica.
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